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Estero
Immigrazione: naufragio Gibilterra, si allargano ricerche
Redazione
17 anni fa

Per tutta la giornata di oggi imbarcazioni della marina militare di Spagna e Marocco, della Guardia Civil e del salvataggio marittimo hanno solcato le acque del sud dello Stretto di Gibilterra per cercare eventuali superstiti del gommone con a bordo circa 40 migranti africani naufragato ieri al largo dell'isola di Perejil. Le speranze di ritrovare vivi i circa 20 dispersi diminuiscono con il passare del tempo. Il gommone, partito nella notte fra venerdì e sabato dalla costa marocchina e diretto verso le sponde spagnole dello Stretto, è affondato per ragioni ancora non chiare poco dopo l'alba vicino a Perejil, a poca distanza dall'enclave spagnola in territorio marocchino di Ceuta. Finora i soccorritori hanno ritrovato in mare 11 passeggeri vivi e otto corpi. I dispersi potrebbero essere una ventina. Il numero di passeggeri del gommone è ancora incerto. In un primo tempo si era parlato di una sessantina di persone, poi le autorità marocchine hanno ridotto il numero a una quarantina. Secondo le prime dichiarazioni dei superstiti sarebbero stati fra 36 e 40. Fra di loro diverse donne, alcune incinte, e almeno tre bebé, ha riferito oggi El Pais. I migranti subsahariani erano sembra senegalesi e nigeriani. Prima di arrivare sulle sponde dello Stretto per tentare l'ultimo grande attraversamento e approdare finalmente in Spagna e in Europa, avevano attraversato il deserto fin al Marocco. Il naufragio di ieri è "uno dei drammi peggiori dell'immigrazione quest'anno" ha detto una portavoce del governo locale di Ceuta. I sopravvissuti e i corpi dei morti sono stati consegnati dalle autorità spagnole a quelle marocchine. Sette degli undici passeggeri salvati sono stati deferiti oggi alla procura di Tangeri, in Marocco, e potrebbero essere incriminati. Quattro sono tuttora ricoverati in ospedale. ATS

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