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Estero
Immigrazione: Gibilterra; affonda barca, morti e dispersi
Redazione
17 anni fa

Nuova tragedia dell'immigrazione al largo di Ceuta, l'enclave spagnola in territorio marocchino: un gommone con a bordo circa 40 migranti africani è affondato al largo dell'isola di Perejil, nello Stretto di Gibilterra. I soccorritori hanno ritrovato per ora 9 cadaveri, e tratto in salvo 11 persone. Ma le dimensioni della tragedia rischiano di crescere, mentre diverse imbarcazioni, un elicottero e un aereo continuano le ricerche. Sembra che il gommone sia salpato durante la notte dalla costa marocchina vicino al villaggio di Benyounech, non distante da Perejil. A bordo ci sarebbero state 42 persone, anche donne e bambini, decise ad arrivare sulle coste spagnole di Cadice, in Andalusia. Ma le acque dello Stretto di Gibilterra sono infide, con forti correnti e onde pericolose. Non si sa esattamente che cosa sia successo. Ma verso le 6 del mattino qualcuno a bordo ha chiamato con il cellulare il servizio delle urgenze spagnolo, il 112, chiedendo aiuto perché il gommone era in difficoltà e andava alla deriva, senza però riuscire a indicarne la posizione. Un aereo del soccorso marittimo spagnolo poco dopo individuava il natante, che stava affondando al largo di Perejil, in acque marocchine, a un miglio circa dalla frontiera con Ceuta. Imbarcazioni della Guardia Civil, del salvataggio marittimo spagnolo e della marina marocchina si sono dirette verso la zona del naufragio. Per tutta la giornata hanno perlustrato una zona sempre più ampia, alla ricerca dei superstiti. Al calare della sera le autorità di Ceuta hanno annunciato il ritrovamento di 11 sopravvissuti e di nove cadaveri, che sono stati consegnati alle autorità del Marocco. Sette dei morti erano donne, una delle quali incinta. Una fonte dei soccorsi marocchini ha stimato in "20 o 30" i possibili sopravvissuti, precisando che sul gommone c'erano 42 persone. In un primo tempo si era parlato di 60 migranti. Ma tutto è ancora piuttosto incerto. Quella dell'isola di Perejil è probabilmente la tragedia più grave degli ultimi anni nello Stretto di Gibilterra, la pericolosa "autostrada del mare" lunga una decina di chilometri che migliaia di disperati africani cercano di percorrere per arrivare sulle coste della Spagna, porta d'ingresso dell'"Eldorado" europeo. Prima della tragedia odierna, dall'inizio dell'anno 20 migranti circa sono morti in diversi incidenti nel tentativo di passare dalle coste del Marocco a quelle spagnole. Altri 2'538 invece, secondo Europa Press, ce l'hanno fatta. Alla fine del 2005 migliaia di migranti africani, molti di origine subsahariana, si erano gettati con scale e corde all'assalto delle reti di protezione esterne delle due enclave spagnole in territorio marocchino Ceuta e Melilla, nella speranza di mettere piede in territorio "europeo". I morti erano stati 14, alcuni dei quali uccisi dagli agenti di frontiera spagnoli. Da allora la sorveglianza è stata rafforzata dalla parte marocchina della frontiera. Ma l'assalto allo Stretto è continuato. ATS

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