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Davos
Il WEF prende il via con Karin Keller-Sutter
© World Economic Forum / Benedikt von Loebell
© World Economic Forum / Benedikt von Loebell
La presidente della Confederazione ha inaugurato il Forum, facendo appello alla necessità di avere più democrazia, mentre la presidente della Commissione europea von der Leyen si è focalizzata sui rapporti con gli USA e la Cina.

Dopo le cerimonie di ieri, questa mattina il Forum economico mondiale è entrato nel vivo. Ad aprire le danze la consigliera federale Karin Keller-Sutter, seguita dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Keller-Sutter loda concorrenza e stabilità

Una concorrenza aperta, istituzioni statali stabili e finanze pubbliche sane sono i presupposti per il benessere dei Paesi e delle loro popolazioni, ha esordito Keller-Sutter nel suo discorso inaugurale. "Quando il potere e le risorse sono concentrati nelle mani di una piccola élite, non possono svilupparsi prosperità e pace sociale", ha detto la consigliera federale. Stando alla sangallese, l'incombenza ricade innanzitutto sui politici, che devono garantire le giuste condizioni quadro. Anche le aziende devono però assumersi le proprie responsabilità: per sé stesse, per la formazione, per l'ambiente e per la società. Soprattutto oggi, in questi "tempi difficili", abbiamo bisogno di "punti di riferimento", ha poi dichiarato Keller-Sutter. Per la neopresidente della Confederazione, gli accordi internazionali devono essere rispettati, così come i rapporti fra Paesi.

Le tendenze negative in ambito economico

La stabilità di ciascuna nazione è essenziale per una buona cooperazione su scala globale e questo vale anche per le questioni finanziarie, ha proseguito la ministra delle finanze, citando tra le altre cose l'importanza della sicurezza. "La capacità di azione di uno Stato permette di resistere di fronte a tendenze populiste", ha messo in risalto. Sul fronte economico, "ci sono ancora progressi da fare". Il sostegno statale, sempre più richiesto dalle aziende, soprattutto dopo la pandemia, e gli stipendi eccessivi sono tra le "tendenze negative". Secondo Keller-Sutter, norme eque e trasparenti sono fondamentali. "La Svizzera continuerà a lavorare per scambi economici aperti e regolamentati", ha assicurato la consigliera federale.

Le relazioni UE-USA

Dopo la presidente della Confederazione, ha preso parola Ursula von der Leyen, che ha parlato dei rapporti tra l'Europa e gli USA. "Nessun'altra economia al mondo è così integrata" come quelle Ue-Usa, "c'è molto in gioco per entrambe le parti. La nostra prima priorità sarà impegnarci presto, discutere interessi comuni ed essere pronti a negoziare" con la nuova amministrazione Trump. "Saremo pragmatici, ma rimarremo sempre fedeli ai nostri principi. Proteggere i nostri interessi e sostenere i nostri valori: questo è il modo europeo", ha sottolineato, aggiungendo che "le regole di ingaggio tra le potenze globali stanno cambiando. Non dovremmo dare nulla per scontato".

Le relazioni economiche e commerciali con gli USA

La leader tedesca si è soffermata sulle relazioni economiche e commerciali tra l'Europa e gli Stati Uniti. "Le aziende europee negli Stati Uniti impiegano 3,5 milioni di americani. E un altro milione di posti di lavoro americani dipendono direttamente dal commercio con l'Europa - ha rimarcato -. Intere catene di fornitura si estendono su entrambe le sponde dell'Atlantico. Ad esempio, un aereo americano è costruito con sistemi di controllo e fibre di carbonio provenienti dall'Europa. E i medicinali americani sono realizzati con sostanze chimiche e strumenti di laboratorio che provengono dalla nostra parte dell'Atlantico. Allo stesso tempo, l'Europa importa il doppio dei servizi digitali dagli Stati Uniti rispetto all'intera Asia-Pacifico. Di tutte le attività americane all'estero, due terzi sono in Europa. E gli Stati Uniti forniscono oltre il 50% del nostro Gnl. Il volume degli scambi tra noi è di 1,5 trilioni di euro, che rappresentano il 30% del commercio globale".

Relazioni con la Cina

Parlando dei rapporti con Pechino, von der Leyen ha detto che è tempo di "perseguire una relazione più equilibrata con la Cina, in uno spirito di equità e reciprocità". Quando la Cina è entrata a far parte dell'Omc 25 anni fa, ha ricordato von der Leyen, "l'impatto delle crescenti esportazioni cinesi è stato definito shock cinese. Oggi, alcuni parlano di un secondo shock cinese, a causa della sovraccapacità sponsorizzata dallo Stato. Ovviamente dobbiamo rispondere. Misure commerciali difensive vengono adottate in tutto il mondo, anche nel Sud, come risposta alle distorsioni del mercato cinese. Questo è anche il motivo per cui l'Europa ha adottato misure, ad esempio sulle auto elettriche", ha spiegato. "Allo stesso tempo, ho sempre sottolineato che siamo pronti a continuare le nostre discussioni. E continueremo a ridurre i rischi della nostra economia", ha aggiunto la leader tedesca, indicando che "il 2025 segna 50 anni di relazioni diplomatiche della nostra Unione con la Cina".

Accordo di Parigi

In merito all'accordo di Parigi, da cui gli USA si sono tirati fuori con l'amministrazione Trump, von der Leyen ha detto che questo "continua a essere la migliore speranza di tutta l'umanità. Quindi l'Europa manterrà la rotta e continuerà a lavorare con tutte le nazioni che vogliono proteggere la natura e fermare il riscaldamento globale. I prossimi anni saranno vitali ben oltre l'Europa. Tutti i continenti dovranno accelerare la transizione verso zero emissioni nette e affrontare il crescente peso del cambiamento climatico", ha evidenziato la leader tedesca.