
I mari di Sicilia, Calabria e Puglia sono infestati dal vermocane, scientificamente noto come Hermodice carunculata. Si tratta di un un anellide, un verme marino che vive nei fondali e fa strage di pesci scarnificandoli in pochi secondi. Un parassita diffuso soprattutto nella popolazione rurale dell’Africa subsahariana e che può avere gravi ripercussioni sulla salute. Se fino a poco tempo fa i vermocani erano numerosi unicamente nel canale di Suez, ora con il riscaldamento delle acque del Mediterraneo sono aumentati notevolmente anche in Sud Italia, al punto che si è necessaria una campagna per informare popolazione e turisti su questa nuova insidia.
Vermocane, patologie e contagi
Il suo aspetto è quindi simile a quello di un lungo lombrico ed è - come detto - un parassita che infesta principalmente i mammiferi. Solitamente ha una lunghezza di 20-30 cm, ma può anche raggiungere i 70 cm e il metro. Hanno delle setole tossine urticanti che generano edemi e pruriti, hanno spiegato i biologi. Proprio l'Ogs sottolinea che "non vanno toccati se avvistati perché il loro corpo è ricoperto di setole che contengono tossine urticanti che possono generare dolori, bruciori, edemi, pruriti e intorpidimento"
Conseguenze per l’uomo
La puntura può portare anche a nausea e vertigini. Questa sensazione dura fino ad alcune ore, ma si può continuare ad avvertire un formicolio doloroso intorno all'area di contatto. In caso di contatto accidentale, l'applicazione e la rimozione di nastro adesivo aiuterà a rimuovere le setole urticanti, mentre l'applicazione sulla zona di isopropanolo/alcol denaturato/alcol isopropilico, può aiutare ad alleviare il dolore.

