
"Un uomo coraggioso, un lavoratore indefesso e intelligente ... Io lo nomino presidente della Repubblica Islamica dell'Iran". Da oggi c'è il sigillo della Guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, sul secondo mandato presidenziale di Mahmud Ahmadinejad che mercoledì giurerà di fronte al Parlamento. La sua rielezione lo scorso 12 giugno, ufficialmente con il 63% dei voti, resta al centro delle contestazioni dei candidati sconfitti, dei loro sostenitori e di parte della comunità internazionale. Ma gli sconfitti Mir Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi, come gli ex presidenti riformatori Akbar Hashemi Rafsanjani e Mohammad Khatami, hanno solo potuto testimoniare "l'illegalità " di questa rielezione lasciando vuoti i posti a loro riservati per la cerimonia di stamattina. I manifestanti invece, radunatisi in massa in piazza Vali Asr, hanno dovuto rinunciare alla contestazione, fermati da un imponente schieramento di poliziotti in tenuta antisommossa, armati e con i lacrimogeni puntati. Testimoni citati dalle agenzie riferiscono che non vi sono stati disordini e che gli oppositori si sono dispersi cedendo alle "richieste" delle forze dell'ordine. Sui blog invece si rincorrono notizie, impossibili da verificare, di scontri e di civili feriti. A livello internazionale, l'iniziativa più eclatante è quella di 45 Premi Nobel che hanno acquistato una pagina sul New York Times per dire "ai coraggiosi uomini e donne dell'Iran: non vi abbiamo abbandonato, non perdete la speranza". Tra i firmatari, Mario Capecchi (Medicina), Desmond Tutu (Pace), Donald Glaser (Fisica), Wole Soynka (Letteratura), Betty Williams (Pace). L'investitura data da Khamenei ad Ahmadinejad è stata totale. "Il voto deciso e senza precedenti degli iraniani - ha detto la Guida Suprema - riflette l'approvazione dell'operato del governo uscente ... Il popolo iraniano ha votato a favore della lotta contro l'arroganza e la povertà e per la giustizia". Nella sua risposta, Ahmadinejad ha scelto di attaccare "l'ingerenza dei paesi stranieri". "Io dico - ha affermato - ai governi che si sono intromessi: avete commesso un'ingiustizia contro il popolo (iraniano), avete usato male i vostri mezzi politici e finanziari". "E il popolo - ha concluso - ha scelto ancora una volta la via della Rivoluzione". La cerimonia ha però avuto una conclusione che ha aperto la strada a varie speculazioni: le immagini televisive indicano che Khamenei, contrariamente a quattro anni fa, non ha lasciato che Ahmadinejad gli baciasse la mano ma ha accettato solo un rapido tocco (quasi un abbraccio) sulla spalla. La procedura di insediamento non è ancora conclusa. Il presidente è atteso mercoledì in Parlamento per la cerimonia del Giuramento e proprio per mercoledì il tam tam di Internet preannuncia una grande manifestazione dell'opposizione nella capitale. ATS
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