

Il posto della Bulgaria non è in una coalizione che insiste sull'assistenza finanziaria e militare all'Ucraina, ha dichiarato ai giornalisti il premier della Bulgaria, Rumen Radev, che si trova a Parigi su invito del presidente francese Emmanuel Macron per partecipare alla parata militare per il 14 luglio.
"Ho ricevuto personalmente un invito dal presidente Macron a partecipare alla Coalizione dei Volenterosi, ma credo che il posto della Bulgaria non sia lì, perché si tratta di una coalizione che insiste sul continuo sostegno finanziario e militare all'Ucraina", ha detto Radev. A suo giudizio la Bulgaria non fornisce tale assistenza perché "la soluzione a questo conflitto non risiede nella sua continuazione con mezzi militari, ma in una forte iniziativa diplomatica che ponga fine all'escalation il prima possibile".
Alla domanda se la Bulgaria sia interessata alla nuova coalizione creata dall'Ucraina e da nove Paesi europei per sviluppare una difesa condivisa contro i missili balistici russi, Radev è stato categorico: "Tutte le decisioni che riguardano la nostra sicurezza collettiva vengono prese in un formato e in un luogo diversi". "Abbiamo visto molte proposte e idee, ma le decisioni si prendono nell'ambito dell'Ue e della Nato, dove la Bulgaria ha peso e una presenza attiva", ha concluso il premier bulgaro.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sarà a Kiev domani. Lo ha confermato il portavoce della Commissione Ue Olof Gill durante il briefing con la stampa.

"Fierezza nel vedere i militari ucraini sfilare al fianco delle nostre forze. Un simbolo di fratellanza, coraggio e destino condiviso. Solidarietà al popolo ucraino che lotta per la sua libertà e, insieme ad essa, per quella di tutti gli europei": lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, in un messaggio pubblicato su X nel giorno della Festa nazionale francese del 14 luglio, quest'anno consacrata alla difesa dell'Ucraina e al risveglio strategico europeo.
La scorsa notte, le forze armate ucraine hanno colpito altre 11 navi russe nel Mare d'Azov, secondo quanto scrive Robert «Madyar» Brovdi, comandante delle Forze per i Sistemi Senza Pilota su Facebook, citato da Ukrinform. Fra gli obiettivi, si legge, ci sono 5 petroliere, 5 navi portacontainer e un rimorchiatore.
In totale, negli ultimi nove giorni, le Forze per i Sistemi Senza Pilota hanno colpito 116 navi, ha aggiunto Brovdi. La notte precedente l'Ucraina rivendicava di averne colpite altre 13.
Le forze di difesa aerea ucraine hanno intercettato nelle ultime ore 5 missili balistici russi Iskander-M/S-400 su 8 lanciati, 2 missili a guida di precisione Kh-59/69 e 108 droni di tipo Shahed su almeno 135 lanciati.
Durante la notte è scattato un allarme aereo anche sulla capitale Kiev, dove le conseguenze dell'attacco russo sono state visibili nei distretti di Darnytsk e Holosiivsk. Lo scrive l'aeronautica militare su Telegram citata da Ukrinform. Un missile balistico e 25 droni da kamikaze hanno colpito 17 località, e sono stati rinvenuti detriti in altre 10.
Un incendio è scoppiato in una raffineria nel sud della Russia, colpita in un attacco di droni ucraini, secondo quanto riferiscono i media di Stato russi. L'impianto preso di mira è la raffineria di Afipsky, nel territorio di Krasnodar, precisa l'agenzia Tass. Sempre in questa regione, una persona è rimasta ferita per la caduta di detriti di un drone intercettato nel distretto di Seversky.
La Tass aggiunge che «un massiccio attacco di droni è stato respinto» sulla zona industriale di Salavat, nella repubblica di Baschiria.
Il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto che 288 droni sono stati lanciati dalle forze ucraine la scorsa notte su varie regioni russe, compresa quella di Mosca, sulla Crimea occupata, sul Mar Nero e sul Mar d'Azov. Secondo il dicastero, tutti i velivoli senza pilota sono stati intercettati.
I droni ucraini, oltre alla raffineria Afipsky, nella regione di Krasnodar, hanno colpito e incendiato anche il Gazprom Neftekhim Salavat in Bashkiria, definito uno dei più grandi complessi petrolchimici e di raffinazione della Russia, secondo quanto riferisce la testata indipendente russa Astra, citata da Ukrinform, confermano notizie diffuse dalla Tass. Inoltre, scrive Uktinform, è probabile che sia stato attaccato anche un impianto appartenente al complesso di raffinazione petrolifera Rosneft-Opt.
Testimoni oculari sono stati i primi a segnalare un incendio vicino al deposito di serbatoi della raffineria di petrolio Afipsky. Successivamente, il quartier generale operativo del Kuban ha confermato un incendio nell'impianto a seguito di un attacco di droni. «Un incendio è scoppiato presso la raffineria di petrolio Afipsky. I tetti, le facciate, le finestre e le recinzioni di diverse abitazioni private sono stati danneggiati. Detriti provenienti dai droni sono caduti sul terreno di due impianti; in un caso, è scoppiato un incendio», ha riferito il quartier generale operativo.
La notte precedente era stato preso di mira dai droni ucraini un deposito di petrolio nella regione di Stavropol, dove è scoppiato un incendio.
«Il processo di adesione dell'Ucraina all'Unione europea procede senza interruzioni». Lo ha dichiarato il vice primo ministro ucraino per l'Integrazione europea ed euro-atlantica, Taras Kachka, a margine del Consiglio Ue, definendo l'apertura di un nuovo cluster negoziale «un'ottima notizia» che conferma il buon ritmo dei negoziati.
«Dopo l'apertura di un altro cluster il mese scorso, oggi compiamo un nuovo passo e sappiamo che gli Stati membri continueranno a lavorare anche sugli altri cluster», ha affermato Kachka. «C'erano aspettative ancora più elevate per il forte slancio politico, ma siamo soddisfatti che tutti gli Stati membri siano coinvolti nel processo e non vediamo ostacoli significativi al percorso di adesione». Il vicepremier ha spiegato che il governo di Kiev è ora concentrato sull'attuazione dei parametri richiesti dall'Ue, «in particolare quelli relativi allo Stato di diritto», e sulla preparazione della relazione di valutazione intermedia prevista nell'ambito dei negoziati.
Quanto ai prossimi passi, Kachka ha riferito che questa settimana sono in programma riunioni tecniche nelle quali saranno esaminati i quattro cluster ancora da aprire. «Ci aspettiamo novità in qualsiasi momento. Sappiamo con certezza che non ci saranno interruzioni né rinvii a dopo la pausa estiva», ha detto. Interpellato sull'impatto dell'annunciato rimpasto di governo in Ucraina sul percorso europeo, Kachka ha escluso conseguenze. «L'integrazione europea resta una priorità assoluta del governo. Crediamo che il nuovo esecutivo sarà ancora più efficiente nell'affrontare sia le emergenze legate alla resilienza del Paese e alla preparazione dell'inverno, sia le riforme strutturali necessarie per l'adesione all'Unione europea», ha concluso.

