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Il presidente esecutivo dell'Hyatt si dimette per il caso Epstein
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Ats
5 ore fa
Tom Pritzker, che è presidente esecutivo dal 2004, ha anche affermato che non si ricandiderà nel consiglio di amministrazione della società

Thomas J. Pritzker, miliardario cugino del governatore dell'Illinois, si è dimesso dal suo incarico di presidente esecutivo di Hyatt Hotels dopo che sono emersi suoi legami con Jeffrey Esptein. Lo riporta il New York Times.

«Mi pento profondamente»

«Essere un buon manager significa anche proteggere Hyatt, in particolare nel contesto della mia associazione con Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell, di cui mi pento profondamente», ha scritto Pritzker, 75 anni, in una lettera al consiglio di amministrazione. Dai file sul finanziere pedofilo pubblicati dal dipartimento di Giustizia è emerso che il cugino del democratico Jb Pritzker era in costante contatto con Epstein anche negli anni successivi al patteggiamento del 2008 per le accuse di reati sessuali.

Mail e viaggi

In uno scambio di email del 2018, il mostro chiese a Pritzker di aiutare la sua compagna di allora, Karyna Shuliak, a organizzare un viaggio nel Sud-est asiatico. Lui si mise in contatto e le chiese cosa volesse fare durante il suo viaggio. «Cercare una nuova ragazza per Jeffrey», rispose lei. «Che la forza sia con te», replicò il miliardario.

Chieste le dimissioni di Wasserman

Intanto, la sindaca di Los Angeles, Karen Bass, ha chiesto le dimissioni del presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi 2028, Casey Wasserman, che compare nei file su Epstein rilasciati dal ministero di giustizia. «Non posso licenziarlo io», ha detto la democratica alla Cnn, osservando che solo il consiglio di amministrazione dell'organizzazione non profit può sostituirlo. «Io ho un'opinione e la mia opinione è che dovrebbe farsi da parte». La sindaca è la più alta autorità ad aver sollecitato un passo indietro di Wasserman, che è invece stato confermato dagli organizzatori dei Giochi la scorsa settimana con un voto di fiducia.

Contatti con Ghislaine Maxwell

Nell'ultima tranche di documenti pubblicati, sono emersi scambi tra Wasserman e la compagna del finanziere condannato per pedofilia, Ghislaine Maxwell. I messaggi tra i due non configurano reato e risalgono al 2003. All'epoca 29.enne, sposato con famiglia, l'uomo discuteva di un possibile incontro con Maxwell e le scriveva: «Penso a te continuamente». Wasserman, che ha contribuito a costruire la candidatura vincente di Los Angeles per i Giochi del 2028, si è scusato pubblicamente e ha annunciato che sta vendendo la sua agenzia di talent e marketing sportivo perché le sue «interazioni limitate» con Ghislaine Maxwell e Jeffrey Epstein erano diventate una «distrazione».