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Estero
Il porno fugge dall'Italia
Redazione
12 anni fa
Rocco Siffredi e Cicciolina denunciano la tendenza in atto nella Penisola. "Io guadagnavo 250'000 euro a film, le ragazze di oggi 200 o 300"

In Italia non si girano più film pornografici. Lo denunciano numerose stelle hard della Penisola, tra cui in prima fila Rocco Siffredi e Cicciolina.

"In Italia non c'è più niente da fare" ha dichiarato Siffredi a Le Matin. "Tra le imposte, la porno tax e una legislazione estremamente rigida, l'industria del porno soffoca."

Anche Rocco Siffredi, come molti suoi colleghi, si è trasferito in Ungheria. Un esodo, quello degli attori pornografici, causato dalla crescente concorrenza di internet e dei suoi prodotti artigianali, ossia filmini realizzati in casa.

"Io guadagnavo 250'000 euro per un film, le cui riprese duravano quattro giorni" ha aggiunto Cicciolina, sempre a Le Matin. "Oggi le ragazze percepiscono tra 200 e 300 euro a scena."

L'industria hard tradizionale registra cifre in costante calo. Nel 2012 in Italia sono stati prodotti solamente 200 film porno. E questa cifra, dopo l'entrata in vigore della porno tax, che preleva il 25% dei guadagni, è destinata ancora a scendere. In più l'industria pornografica deve fare i conti con l'assenza di legislazione, che spinge certi magistrati a considerare i film per adulti come un'incitazione alla prostituzione.

Nel frattempo i siti pornografici su internet non smettono di crescere. Xvideos, per esempio, registra 4,4 miliardi di visite al mese, con un tempo di frequentazione medio di 15-20 minuti per utente.

"Ho prodotto Il Gladiatore, il film più caro della storia del porno, 750'000 euro di budget, 4,5 milioni di euro al box office!" ha spiegato il produttore Gianfranco Romagnoli. "Di film come quello, oggi, non ne esistono più. Il mercato del DVD è morto, così come i cinema. Oggi in Italia è inutile investire nel porno."

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