
Israele vuole prendere il completo controllo di Gaza City. È questo il piano approvato ieri dal gabinetto politico e di sicurezza israeliano. "Al momento ci aspettiamo un'operazione di terra, ma non sappiamo esattamente cosa accadrà alla popolazione civile che vive a Gaza City", spiega a Ticinonews Luigi Toninelli, ricercatore presso l'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). "Si presuppone una nuova catastrofe umanitaria nella già presente catastrofe umanitaria, anche perché crediamo che Israele non abbia particolarmente a cuore la sicurezza della popolazione civile palestinese, non l'ha mai avuta e probabilmente a pagare le spese di questa guerra saranno ancora loro", aggiunge l'esperto.
Il potere degli Usa
Dall'annuncio del piano del primo ministro Benjamin Netanyahu, diversi sono gli appelli internazionali che chiedono a Israele di fare un passo indietro. "Sono destinati a cadere nel vuoto se non ci sarà un cambiamento radicale della politica statunitense nei confronti di Israele. Gli Usa sono l'unico attore che può convincere Netanyahu a smettere di portare avanti questo tipo di operazioni che sempre più persone, anche all'interno di Israele, vendono senza senso".
"Il suo obiettivo è di restare al Governo"
Il vero obiettivo di Benjamin Netanyahu "è restare in Governo", continua Toninelli. "Sa che finché ci sarà la guerra, la poltrona di primo ministro sarà sua. Ha dei processi da affrontare, dovrà rendere conto di quanto successo il 7 ottobre e finché ci sarà la guerra, che fa felici soprattutto gli ultraortodossi e i partiti di estrema destra. Il conflitto serve per risaldare il Governo e tenere lontano una sua possibile caduta".

