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Il Pentagono invia migliaia di missili a Kiev
Redazione
4 anni fa

Il Pentagono ritiene che Putin abbia ormai rinunciato a conquistare Kiev ma non rallenta le sue forniture di armi all’Ucraina: anzi, si impegna a potenziare i rifornimenti. In vista dell’offensiva di Mosca a sud-est, il Pentagono si prepara inviare a kiev - tra l’altro - più di 1’400 missili Stinger, più di 5’000 Javelin anticarro e centinaia di droni. E il presidente del Consiglio Ue Charles Michel anticipa che l’Ue proporrà di aumentare il fondo per il sostegno militare all’Ucraina con ulteriori 500 milioni portandolo a 1,5 miliardi di euro. Allo stesso tempo, l’Australia annuncia che invierà a Kiev i 20 veicoli corazzati richiesti dallo stesso presidente Zelensky. La corsa ad armare l’Ucraina, quindi, si fa più intesa di fronte alle atrocità di Mosca, mentre continuano le evacuazioni dalle zone più a rischio: ieri sono state evacuate almeno 4’676 persone attraverso 10 corridoi umanitari.

Per il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, Putin pensava che avrebbe potuto conquistare molto rapidamente l’Ucraina, ma si sbagliava: e adesso “potrebbe aver rinunciato ai suoi sforzi per catturare la capitale, concentrandosi nel sud e nell’est del Paese”. Secondo il vicesegretario della Nato, Mircea Geoana, nelle prossime settimane nel sud-est dell’Ucraina ci “sarà un altro tipo di guerra, più convenzionale e su scala più vasta”. Parlando a Piazzapulita, Geoana ha aggiunto: “Il sostegno degli alleati cambierà a seconda di questo. E posso prevedere che gli alleati forniranno più armi all’Ucraina...”.

Il procuratore generale ucraino Iryna Venediktova ha annunciato che 26 corpi sono stati estratti dalle macerie di due condomini bombardati a Borodyanka, cittadina a nord-ovest di Kiev dove circa 200 residenti risultano dispersi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha invece reso noto che almeno 103 attacchi contro i servizi sanitari del Paese sono stati registrati dall’inizio dell’invasione, per un totale di 73 vittime e 51 feriti. Ma Zelensky non si perde d’animo e invita le ambasciate di tutto il mondo a tornare nella capitale: “Abbiamo bisogno del vostro sostegno, anche a livello di simboli e gesti diplomatici - ha detto il presidente ucraino -. Per favore, tornate nella nostra capitale e continuate il vostro lavoro”. L’ambasciatore della Lituania in Ucraina, Valdemaras Sarapinas, è tornato a Kiev ieri dopo aver lavorato per oltre un mese da Leopoli (ovest). La Lettonia ha annunciato che la sua ambasciata a Kiev ha ripreso le sue attività e che l’ambasciatore vi farà rientro presto dopo consultazioni a Riga.

Zelensky ritiene inoltre che la situazione a Borodyanka sia “molto più orribile” rispetto al recente presunto massacro di civili compiuto a Bucha

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