
Il Pentagono, come era emerso nelle scorse ore da alcune indiscrezioni giornalistiche, ha annunciato l’avvio di un programma di emergenza che obbliga le compagnie aeree civili a mettere a disposizione del governo alcuni dei loro velivoli, per aiutare le operazioni di evacuazione a Kabul. Gli aerei coinvolti saranno una ventina.
Il Pentagono ha quindi spiegato di aver richiesto per ora complessivamente 18 aerei per un periodo di una-due settimane a sei compagnie: American Airlines, Delta Air Lines, United Airlines, Hawaiian Airilines, Atlas Air Worldwide, Omni Air Intenational. Ma il numero di velivoli richiesti potrà aumentare se necessario.
Questi aerei dovranno essere messi subito a disposizione del governo ma non dovranno volare sui cieli di Kabul. Aiuteranno invece a trasportare negli Usa e in Europa (Germania, Italia, Spagna e altri Paesi) le persone tratte in salvo che a bordo di aerei militari arrivano nelle basi Usa in Medio Oriente, quelle di Qatar, Bahrain ed Emirati Arabi sempre più gremite.
Il programma straordinario che attiva la Civil Reserve Air Fleet risale a 70 anni fa. Fu creato infatti nel 1952, in piena Guerra Fredda, in seguito al ponte aereo di Berlino del 1948-49, quello organizzato dalle potenze occidentali per aiutare i cittadini di Berlino Ovest rimasti isolati dal blocco delle vie di comunicazione messo in atto dall’Unione Sovietica.
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