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Estero
'Il patrimonio? Quello che decide papà va bene'
Redazione
17 anni fa
Piersilvio Berlusconi non è preoccupato per la spartizione dell'impero di famiglia. 'Vendere Villa Certosa? Non ci vado mai'

Nessuna preoccupazione per la spartizione dell'impero di famiglia tra i due rami della discendenza Berlusconi: «Quello che decide mio padre va benissimo». Grande «sofferenza» per le polemiche che negli ultimi sei mesi hanno coinvolto il premier italiano. E una convinzione: nonostante i dissidi nella maggioranza, il capo del governo non getterà facilmente la spugna. A cena ieri sera con i giornalisti a Montecarlo, dove ha lanciato la nuova offerta di cinema on demand sul digitale terrestre di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, figlio del presidente del Consiglio, non si è sottratto a domande sulla sua famiglia e sull'attualità politica. «È un problema che non mi pongo minimamente. Dipende da mio padre e quello che decide va benissimo. Io penso al mio lavoro», ha risposto a chi gli chiedeva di possibili novità in vista nella spartizione del patrimonio. Ha ammesso di aver sofferto nell'ultimo periodo per le polemiche che hanno coinvolto il padre: «Sono stati sei mesi di sofferenza. Penso alla magistratura, ai giornali...». Un clima che «fa male a me - ha aggiunto - e fa malissimo a mia sorella Marina. Forse perché io sono iper-operativo, sono sempre concentrato sul mio lavoro, mentre lei rappresenta più la holding di famiglia». Qualcuno ha citato le dieci domande di «Repubblica» e le risposte date a Bruno Vespa anziché al quotidiano: «Perché, pensate che se avesse risposto direttamente a D'Avanzo, avrebbero smesso di porgliele?», ha aggiunto, rivolto ai giornalisti. Ma poi, con un sorriso, ha appuntato la spilletta di Mediaset Premium sulla giacca della cronista di «Repubblica»: «Mi raccomando, la tenga!». La recente sentenza sul lodo Mondadori, che ha condannato la Fininvest a risarcire 750 milioni alla Cir, ha ribadito poi Pier Silvio Berlusconi, «non ha avuto nessun impatto su Mediaset: siamo in condizioni di difenderci bene. Certo - ha ammesso - la reazione in Fininvest e quella mia personale è stata brutta: abbiamo vissuto tutto come un sopruso assoluto». Alla domanda, invece, sui dissidi nella maggioranza di governo e sulla possibilità che si vada a elezioni anticipate, il figlio del premier non si è sbilanciato: «Non mi fate parlare di politica». Una battuta, però, se l'é lasciata scappare: «Mio padre molla? Non esiste?». Nessuna preoccupazione, infine, sulle ipotesi di vendita di Villa Certosa: «Non ne so niente», ha premesso. «Ma non vado mai in Sardegna. Per me non sarebbe un problema». ATS

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