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Pentecoste
Il papa prega per la fine dei conflitti
© Shutterstock
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Keystone-ats
2 anni fa
Secondo papa Francesco: "lo Spirito Santo è Colui che crea l'armonia! E la crea a partire da realtà differenti, a volte anche conflittuali".

Nella solennità della Pentecoste, più che un nuovo appello di pace, è una preghiera quella che papa Francesco eleva per la fine di tutte le guerre. "Che lo Spirito porti i responsabili delle nazioni e tutti noi ad aprire porte di pace", invoca alla recita del Regina Caeli, una preghiera in onore della Vergine Maria con cui i fedeli cattolici chiedono alla madre di Cristo di intercedere per loro presso Dio.

Gesti di dialogo

"Doni ai governanti il coraggio di compiere gesti di dialogo, che conducano a porre fine alle guerre", afferma il pontefice, con il pensiero sia al Medio Oriente sia agli ultimi sviluppi in Ucraina, soprattutto sul fronte di Kharkiv. "Le tante guerre di oggi: pensiamo all'Ucraina - il mio pensiero va in particolare alla città di Kharkiv, che ha subito un attacco due giorni fa -, pensiamo alla Terra Santa, alla Palestina, a Israele; pensiamo a tanti posti dove ci sono le guerre".

Pentecoste

Secondo Francesco, "lo Spirito Santo è Colui che crea l'armonia, l'armonia! E la crea a partire da realtà differenti, a volte anche conflittuali". "Oggi, festa di Pentecoste - esorta quindi -, preghiamo lo Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio, perché crei armonia nei cuori, armonia nelle famiglie, armonia nella società, armonia nel mondo intero". E "che lo Spirito faccia crescere la comunione e la fraternità tra i cristiani delle diverse confessioni", dice ancora.

“Continuiamo a parlare di pace”

Anche nella messa di Pentecoste in San Pietro, il papa richiama l'azione dello Spirito per dire che "non ci arrendiamo alla forza del mondo, ma continuiamo a parlare di pace a chi vuole la guerra, a parlare di perdono a chi semina vendetta, a parlare di accoglienza e solidarietà a chi sbarra le porte ed erige barriere". E ancora: "A parlare di vita a chi sceglie la morte, a parlare di rispetto a chi ama umiliare, insultare e scartare, a parlare di fedeltà a chi rifiuta ogni legame, confondendo la libertà con un individualismo superficiale, opaco e vuoto".

Dobbiamo accogliere tutti

"Senza lasciarci intimorire dalle difficoltà, né dalle derisioni, né dalle opposizioni - incoraggia - che, oggi come ieri, non mancano mai nella vita apostolica". "E nello stesso tempo in cui agiamo con questa forza - aggiunge -, il nostro annuncio vuol essere gentile, per accogliere tutti. Non dimentichiamo questo: tutti, tutti, tutti".

All’Arena di Pace: l'incontro tra Israele e Palestina

Intanto ieri, mentre il papa partecipava a Verona all'"Arena di Pace", in cui davanti ai 12'500 in piedi e plaudenti abbracciava l'israeliano Maoz Inon e il palestinese Aziz Sarah, ora amici e collaboratori dopo aver perso rispettivamente i genitori per mano di Hamas e il fratello ucciso dall'esercito di Israele, un suo messaggio veniva letto nelle cerimonie per gli 80 anni della battaglia di Montecassino, che si svolse tra il gennaio e il maggio 1944 tra le forze alleate e quelle tedesche durante la campagna d'Italia nella Seconda Guerra mondiale.

“Basta con la guerra”

"Basta con la guerra! Mai più la follia della guerra, dell'aggressione, dell'odio e del disprezzo per l'altro!", vi afferma. "Domini la pace! Guardate la scritta incisa sopra l'ingresso dell'Abbazia di Montecassino: Pax! Sia questa l'intenzione principale della vostra preghiera di oggi, alla quale anch'io desidero unirmi. Mentre prego per i caduti, prego con tanto più fervore per la pace".