
I "bastoni dell’aguzzino", i "mantelli intrisi di sangue". Nella notte di Natale, Benedetto XVI richiama le parole bibliche di Isaia, la profezia sul "bambino" che "come una grande luce" avrebbe "bruciato" i simboli della violenza. E nella Basilica di San Pietro sillaba solenne: "In questo momento, in cui il mondo è continuamente minacciato dalla violenza in molti luoghi e in molteplici modi; in cui ci sono sempre di nuovo bastoni dell’aguzzino e mantelli intrisi di sangue, gridiamo al Signore: Tu, il Dio potente, sei apparso come bambino, Ti sei mostrato a noi come Colui che ci ama e mediante il quale l’amore vincerà. E ci hai fatto capire che, insieme con Te, dobbiamo essere operatori di pace". Ecco la preghiera fondamentale della notte di Natale: "Amiamo il Tuo essere bambino, la Tua non violenza, ma soffriamo per il fatto che la violenza perdura nel mondo, e così Ti preghiamo anche: dimostra la Tua potenza, o Dio. In questo nostro tempo, in questo nostro mondo, fa’ che i bastoni dell’aguzzino, i mantelli intrisi di sangue e gli stivali rimbombanti dei soldati vengano bruciati, così che la Tua pace vinca in questo nostro mondo". Il pontefice è entrato nella basilica colma di fedeli e ha attraversato la navata centrale sulla “pedana mobile” già usata da Wojtyla.Il 22 dicembre, parlando alla Curia romana, Benedetto XVI aveva ripetuto la necessità di una "nuova evangelizzazione" e citato il memorabile discorso di settembre a Friburgo: "La vera crisi della Chiesa nel mondo occidentale è una crisi di fede". Così ora, nell’omelia, riparte dall’essenziale: "Oggi il Natale è diventato una festa dei negozi, il cui luccichio abbagliante nasconde il mistero dell’umiltà di Dio, la quale ci invita all’umiltà e alla semplicità", dice. "Preghiamo il Signore di aiutarci ad attraversare con lo sguardo le facciate luccicanti di questo tempo fino a trovare dietro di esse il bambino nella stalla di Betlemme, per scoprire così la vera gioia e la vera luce".
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