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Il padiglione svizzero nella top 5 dell’Expo di Astana
Il padiglione svizzero nella top 5 dell’Expo di Astana
Il padiglione svizzero nella top 5 dell’Expo di Astana
Redazione
9 anni fa
La Svizzera tra i paesi che si sono fatti maggiormente apprezzare durante la manifestazione in Kazakistan

L’Expo di Astana sta chiudendo i battenti ed è tempo di tirare i bilanci. Alcuni paesi passeranno nell’anonimato per i loro padiglioni, a volte fatti più per marcare presenza che per la reale convinzione di contribuire al tema della manifestazione “Future Energy”; altri invece si sono fatti apprezzare per le loro idee dal pubblico kazako, con un potenziale ritorno positivo sia turistico che commerciale.

Dopo aver visitato ad Astana i padiglioni, ecco la top 5 di Ticinonews!

5 – Germania

E’ stato votato dal pubblico kazako come il più bello. Ma aveva un enorme problema: era simile al padiglione proposto per l’Expo di Milano. Troppo simile. Ad essere maligni sembrava proprio lo stesso. Insomma, non proprio un grande esercizio di fantasia… Ma la possibilità di interagire grazie a una chiavetta elettronica con i vari oggetti dello stand, i divertenti giochi e soprattutto la spettacolare stanza dove si viaggia tra la terra e il cielo, con effetti laser, non possono non inserire comunque il padiglione tedesco nella top 5…

4 – Svizzera

Puntuale. Come un orologio… svizzero. Padiglione che è stato realizzato sviluppando il tema della legge sulla strategia energetica approvata qualche mese va in votazione popolare, ambientato in un bosco magico che ritornava in vista se i visitatori, con giochi interattivi, dimostravano di capire come risparmiare energia, Ma anche con un occhio focalizzato alla scoperta della Svizzera, grazie a simpatici workshop dove si simulava il soggiorno in una tipica capanna ticinese e con il cooking show dove si imparavano a preparare i rösti, sempre con un occhio al risparmio energetico. Sebbene non fosse molto grande, è stato uno dei più apprezzati dai visitatori, tanto che la coda all’ingresso era una costante.

3 – Kazakhstan

I padroni di casa se la sono cavata bene. Ma non benissimo. Intendiamoci, l’Expo è stato organizzato molto bene e il padiglione kazako, costruito su una sfera girante in vetro alta otto piani, era decisamente spettacolare, con ogni piano dell’immensa costruzione dedicato a un tema energetico, con spettacolari simulazioni e giochi tecnologici impressionanti. Ma il tema delle sfide future dell’energia è stato proposto in maniera assolutamente troppo didattica. In certi punti sembrava di assistere più a una puntata di “Esploriamo il corpo umano”, bellissimo per carità, piuttosto che a un luogo d’incontro per nuove idee e nuovi punti di vista. Bisogna tuttavia ammettere che, visti i padiglioni e la risposta dei visitatori di fronte ad alcuni temi proposti, ripartire dalle basi elementari del corretto sfruttamento delle risorse energetiche era probabilmente necessario.

2 – Lituania

E’ stata sicuramente la sorpresa di questo Expo. Un’organizzazione, quella lituana, che si è messa in testa di realizzare poche idee ma di farle bene. E così ci si ritrova in un padiglione bello e chiaro, con un bell’angolo per “giocare” con la realtà virtuale (uno tra i pochi dove non bisognava stare quarti d’ora ad aspettare il proprio turno), una bella bouvette per degustare prodotti locali e soprattutto una strepitosa installazione, votata come la più bella dell’Expo, dove si celebrava l’eccellenza della Lituania nello sviluppo delle tecnologie laser. E con il gentilissimo personale tutto lituano, una rarità in questo Expo kazako.

1 – Gran Bretagna

La dimostrazione che non servivano spazi enormi e sfarzosi, come fatto da molti paesi con esiti discutibili, per realizzare un capolavoro. Gli inglesi hanno fatto un lavoro semplicemente perfetto concentrando tutto in una sola sala. Un panorama a 360 gradi catturato in time-lapse, dove si poteva apprezzare il movimento del sole e le variazioni del clima. E attorno una struttura in plexiglass che se toccata, si illuminava e influiva sul paesaggio circostante, per far capire come una nostra piccola decisione possa avere un’influenza su tutto il resto del pianeta. E tutto questo accompagnato dalle musiche del produttore di fama mondiale Brian Eno. Ci sono persone che sono rimaste all’interno del piccolo padiglione per ore, incantate dalla magia che sono riusciti a ricreare. Commovente.

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