
Il Premio Nobel per la fisica 2026 è stato assegnato al belga Franzis Halzen, 82 anni, per la scoperta dei neutrini ad alta energia che arrivano dal cosmo.
Balzen lavora negli Stati Uniti, all'University of Wisconsin-Madison, ed è stato premiato per «i suoi contributi decisivi all'esperimento IceCube», il più grande osservatorio per i neutrini del mondo, che si trova nei ghiacci dell'Antartide e che nel 2018 è riuscito a catturare queste particelle inafferrabili che arrivano dal cosmo e che attraversano la materia senza lasciare traccia.
Grazie a questa scoperta, inseguita in tutto il mondo per decenni, le ricerche di Halzen hanno gettato le basi per un tipo di astronomia completamente nuovo.
Candidato anche dalla Svizzera
Il neo vincitore del Premio Nobel per la fisica, Francis Halzen, è stato candidato anche dalla Svizzera: la fisica zurighese Laura Baudis ha infatti dichiarato a Keystone-ATS di averlo proposto per questo riconoscimento.
«Mi aspettavo quasi che vincesse il Premio Nobel», ha detto la professoressa dell'Università di Zurigo in un'intervista a Keystone-ATS. «Ma non ho osato crederci davvero.»
Halzen riceve il Premio Nobel per la fisica per i suoi contributi decisivi all'osservatorio di neutrini IceCube in Antartide. Il gigantesco rilevatore si estende su un chilometro cubo di ghiaccio e contiene più di 5000 sensori, con i quali è possibile rilevare le rare interazioni dei neutrini.
Anche Baudis svolge ricerche sui neutrini e conosce personalmente Halzen, ricercatore statunitense di origini belghe. «Anche a livello umano è una persona incredibilmente fantastica e fonte di ispirazione», ha affermato. L'ultima volta che lo ha incontrato è stato ad agosto, in occasione dell'eclissi solare.
Il fatto che Halzen abbia ricevuto il Premio Nobel è positivo per l'intero campo della ricerca sui neutrini. E questo, secondo Baudis, ha ancora molte domande aperte a cui rispondere. «Si tratta di questioni fondamentali», ha affermato. Tra queste rientra anche il rapporto tra materia e antimateria e, in ultima analisi, la domanda: «Perché esistiamo?».

