
Il naufrago sopravvissuto per tredici mesi alla deriva in un battello da pesca nel Pacifico, dovrà rinviare il ritorno in patria in America Latina, dopo un peggioramento del suo stato di salute. José Salvador Alvarenga, 37 anni, è stato ricoverato di nuovo in ospedale nelle Isole Marshall, dove era stato ritrovato una settimana fa, dopo che i medici hanno fatto sapere che le sue condizioni di salute sono peggiori di quando sembrasse inizialmente. Il salvadoregno, che viveva in Messico, ha raccontato di essere partito in un battello di fibra di vetro con un compagno adolescente per pescare squali, quando è scoppiata una tempesta che ha distrutto il motore e li ha spinti al largo senza contatto radio. Alvarenga è sopravvissuto mangiando pesci, uccelli e tartarughe catturati a mani nude, bevendo sangue di tartaruga, acqua piovana e a volte la sua urina. E per lo più da solo, dopo la morte del giovane compagno che, ha detto, non riusciva a mangiare carne cruda, continuava a vomitare ed è morto di fame.
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