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New York
Il Museo di storia naturale chiude le gallerie dedicate a nativi
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Keystone-ats
3 anni fa
"Chiudiamo gallerie che erano il prodotto di un'altra era quando musei come i nostri non rispettavano i valori, le prospettive e la condivisa umanità dei popoli indigeni", ha detto Sean Decatur, che lo scorso aprile è diventato presidente del museo, in un messaggio allo staff.

Il Museo Americano di Storia Naturale di New York chiuderà due gallerie in cui sono esposti oggetti di culture nativo-americane in ossequio a nuove regole federali che chiedono di ottenere il nulla osta delle tribù prima di metterli in mostra. "Chiudiamo gallerie che erano il prodotto di un'altra era quando musei come i nostri non rispettavano i valori, le prospettive e la condivisa umanità dei popoli indigeni", ha detto Sean Decatur, che lo scorso aprile è diventato presidente del museo, in un messaggio allo staff.

Opera di revisione delle raccolte

Oltre a chiudere le gallerie in questione, altre vetrine in cui oggetti nativo-americani sono in mostra saranno coperte. Il museo ha avviato intanto una colossale opera di revisione delle sue raccolte per verificare di essere in regola con le nuove norme che sono entrate in vigore questo mese. Il museo di New York non è solo in questa impresa. A Chicago il Field Museum e a Cleveland il Museum of Art hanno coperto alcune vetrine mentre il Peabody di Harvard rimuoverà tutti i corredi funerari nativi dalle esposizioni. A New York l'iniziativa fa seguito a quella dello scorso ottobre quando il museo di storia naturale ha ritirato dalle vetrine la sua intera collezione di ossa umane: circa 12 mila reperti, molti dei quali appartenenti a nativi-americani e schiavi. "Nulla di quanto è esposto è così essenziale agli scopi e alla narrativa dell'esposizione da controbilanciare i dilemmi etici presentati dal fatto che resti umani sono presentati accanto e sullo stesso piano di oggetti", aveva spiegato all'epoca Decatur.