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Crisi diplomatica
Il Messico denuncia l'Ecuador alla Corte dell'Aja
L'ambasciata messicana a Quito © Google Maps
L'ambasciata messicana a Quito © Google Maps
Keystone-ats
2 anni fa
Il Messico ha interrotto le relazioni diplomatiche con l'Ecuador dopo che la polizia ha fatto irruzione nell'ambasciata messicana a Quito per arrestare l'ex vicepresidente Jorge Glas, a cui era stato concesso asilo politico.

La ministra degli Esteri messicana, Alicia Barcena, ha confermato l'interruzione immediata delle relazioni diplomatiche con l'Ecuador. Inoltre, il Messico presenterà ricorso alla "Corte internazionale dell'Aja, contro l'Ecuador per denunciare le violazioni del diritto internazionale", dopo l'irruzione notturna di un commando della polizia ecuadoriana nell'ambasciata messicana a Quito, per l'arresto dell'ex vicepresidente Jorge David Glas Espinel, che vi aveva trovato rifugio.

Concesso asilo all'ex vicepresidente

Ieri il governo messicano aveva concesso l'asilo a Jorge Glas, ex vicepresidente dell'Ecuador durante la presidenza di Rafael Correa (2007-2017) e rifugiato nell'ambasciata messicana a Quito dal 17 dicembre 2023, dopo un mandato di arresto nei suoi confronti per corruzione. Il ministero degli Esteri messicano aveva annunciato in particolare che, dopo aver condotto una "analisi esaustiva" della richiesta del politico ecuadoriano e delle informazioni ricevute, il governo messicano aveva deciso di concedergli asilo politico, informando che insieme alla notifica al governo di Daniel Noboa, sarebbe stata inviata anche una richiesta affinché fosse concesso a Glas il salvacondotto in conformità con la Convenzione sull'asilo diplomatico del 1954, di cui entrambi i Paesi sono parte e in virtù del quale l'Ecuador è "obbligato a concedere immediatamente il corrispondente salvacondotto".

Quito: "Una decisione illegale"

Da parte sua, il ministero degli Esteri ecuadoriano aveva risposto che l'asilo politico concesso dal Messico a Glas era "un atto illegale", poiché a sostegno di "un'evasione dalla giustizia ecuadoriana" e una promozione "dell'impunità", ribadendo che non avrebbe concesso alcun salvacondotto, poiché non nel quadro delle convenzioni anticorruzione delle Nazioni Unite del 2002 e della Convenzione interamericana del 1996.