Cerca e trova immobili
Estero
Il killer di Liegi non era schedato per radicalizzazione
Il killer di Liegi non era schedato per radicalizzazione
Il killer di Liegi non era schedato per radicalizzazione
Redazione
8 anni fa
Lo ha rivelato il premier belga Charles Michel al termine della riunione del Consiglio di sicurezza convocato dopo la sparatoria nella città

Il killer di Liegi non era tra gli schedati come sospetti radicalizzati del Belgio. Il suo nome compare solo in modo indiretto in tre dossier, due rapporti della Sicurezza di stato e uno della polizia che riguardavano "altre persone e altre situazioni".

Lo ha affermato il premier belga Charles Michel, al termine della riunione del Consiglio di sicurezza convocato dopo la sparatoria nella città. "Sulla base degli elementi raccolti, i servizi hanno ritenuto che non bisogna dare una qualifica all'autore" dei fatti, ha detto.

L'affermazione del premier belga smentisce, quindi, quanto riferito in precedenza dalla tv belga Rtbf, secondo la quale il 31enne Benjamin Herman, originario di Rochefort, secondo quanto precisato dalla Procura, aveva un permesso di uscita dalla prigione di qualche ora per un appuntamento per il suo reinserimento, ma non era mai rientrato.

La Tv aveva diffuso anche un video amatoriale girato da una donna su un balcone di un appartamento sotto cui è passato il killer di Liegi mostra l'uomo, vestito di nero e con le due armi in mano sottratte alle poliziotte uccise, gridare a più riprese nella strada ormai già deserta "Allahu Akbar". "L'obiettivo dell'assassino era attaccare la polizia, perché è quello che ha fatto sin dall'inizio prendendo di mira le due poliziotte pugnalate selvaggiamente alle spalle, e il termine è moderato", aveva affermato il capo della polizia di Liegi Christian Beaupère, aggiungendo che l'intenzione non era attaccare la scuola "ma colpire la polizia, le istituzioni e lo stato belga". Le due agenti uccise avevano 53 e 45 anni, una mamma di due gemelle di 13 anni già orfane di padre, e l'altra di un ragazzo di 25 anni. La terza vittima è uno studente di 22 anni della Haute Ecole di Liegi, che si sarebbe dovuto diplomare tra qualche settimana per diventare insegnante.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata