
La barriera anti-migranti esistente "non basta" e così l'Ungheria costruirà un secondo sbarramento ancor più robusto e difficile da oltrepassare di quello attualmente esistente sul confine con la Serbia.
Lo ha confermato in mattinata il premier nazionalconservatore magiaro, Viktor Orbàn, parlando alla radio nazionale. In vista del referendum che si terrà all'inizio di ottobre, in cui gli elettori sono chiamati a esprimersi riguardo all'imposizione delle quote di ripartizione dei migranti da parte dell'UE a ogni Stato membro, Budapest ha deciso di insaprire le misure contro l'immigrazione.
"Il confine non può essere difeso con i fiori e i giocattoli, la frontiera deve essere difesa con la polizia, con soldati e armi", ha detto Orban sottolineando che la nuova barriera anti-migranti "sarà capace di fermare altre centinaia di migliaia" di persone che potrebbero arrivare alla frontiera.
"Stiamo programmando la costruzione di una seconda barriera" - ha spiegato - La misura ci sembra necessaria anche tenendo conto della possibilità che la Turchia cambi la sua politica verso i migranti: se ciò accadrà, arriveranno a centinaia di migliaia ai nostri confini". La pianificazione della nuova opera è già in corso, ha precisato il premier.
L'annuncio di Orbàn precede di poche ore l'incontro a Varsavia dei quattro leader del gruppo di Visegrad (Cèchia, Polonia, Slovacchia, Ungheria) con la cancelliera tedesca Angela Merkel. I quattro Paesi sono uniti nella linea della massima fermezza e chiusura anti-migranti e contestano la politica "di braccia aperte" condotta da Berlino e dall'Unione europea.
"La questione-chiave è se Angela Merkel sarà disposta o no a seguirci sulla nostra richiesta di correzione delle fallimentari politiche d'apertura tedesche e della Ue, se vuole combattere al nostro fianco o no", ha affermato ancora alla radio Orbàn, che si profila sempre più come lo statesman-leader del gruppo di Visegrad e quindi del fronte centroeuropeo di no ai migranti.
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