

Una colonna di fumo è stata notata levarsi dalla raffineria di petrolio Bashneft-Ufaneftekhim a Ufa, capitale della Repubblica del Bashkortostan, in Russia, oltre 1.100 km a est di Mosca, dopo un attacco di droni.
Lo scrive, mostrando anche foto circolate sui social, Ukrinform, che cita il canale russo indipendente di intelligence militare Astra Osint. Poco prima erano emerse notizie di un attacco con droni in Bashkortostan, con il ministero della Difesa russo che affermava che alcuni droni erano stati abbattuti nella regione. L'aeroporto di Ufa è stato temporaneamente chiuso.
La raffineria Bashneft-Ufaneftekhim - scrive Ukrinform - è una delle principali raffinerie di petrolio gestite da Pjsc Rosneft. L'impianto è specializzato nella lavorazione profonda di materie prime idrocarburiche e nella produzione di carburanti, lubrificanti e idrocarburi aromatici. La raffineria è considerata un impianto a duplice uso e fornisce carburante specializzato alle forze armate russe, nonché materie prime petrolchimiche per la produzione di materiali per la difesa.
Sempre oggi, Rbc-Ukraine aveva dato la notizia che tutti e quattro le grandi raffinerie russe di Lukoil sono fuori servizio in seguito ad attacchi di droni.
Le forze di difesa aerea ucraine durante la notte hanno «neutralizzato» ben 11 missili russi (un missile anti-nave Oniks, 7 Iskander.M/Kn-23 e 3 Banderol S8000) e 222 droni d'attacco su 258 lanciati dai russi sul territorio ucraino. Lo scrive Ukrinform citando fonti ufficiali, senza specificare quanti siano stati i missili balistici lanciati in totale.
Quindici località risultano colpite dagli ordigni, mentre altre 11 sono state colpite dai frammenti di droni e missili abbattuti. Altri droni sono caduti a vuoto, senza raggiungere i loro obiettivi.
A Kiev nella notte si sono udite varie esplosioni e Ukrinform scrive che nella regione della capitale sono stati colpiti alcuni magazzini vicino a Boryspil.
Il capo dei servizi segreti russi per l'estero, Serghei Nyshkin, ha confermato di avere avuto un colloquio martedì a Mosca con il direttore della Cia, John Ratcliffe, affermando che si è tratto di un normale «incontro di lavoro» senza «nulla di insolito».
«Abbiamo discusso una serie di questioni che rientrano nella competenza dei servizi di intelligence, e, come ben sapete, la competenza dei servizi di intelligence è una cosa piuttosto delicata e particolare», ha detto Naryshkin, citato dall'agenzia Interfax.
«L'incontro si è svolto, ma non c'è nulla di insolito in questo - ha aggiunto -. Nella pratica delle attività dei servizi segreti, gli incontri tra i dirigenti o gli incontri in formato online fanno parte del nostro lavoro».
Un uomo è rimasto ucciso e una donna ferita oggi in un attacco di droni ucraini nella regione russa di Belgorod, riferisce l'agenzia Interfax. I servizi operativi delle emergenze hanno precisato che è stata attaccata la cittadina di Shebekino.
Un drone lanciato dalle forze ucraine ha colpito il deposito di combustibile nucleare esausto nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata e gestita dai russi, ma non si registrano danni all'impianto o ai tecnici. Lo ha detto la dirigenza della centrale citata dall'agenzia Interfax.
«La centrale di Zaporizhzhia è stata attaccata ieri da un velivolo senza pilota, che ha preso di mira il deposito di combustibile nucleare esausto», ha scritto la direzione dell'impianto sulla app di messaggistica Max.
L'attacco non ha provocato alcun danno significativo e il personale non è stato colpito, aggiungono i responsabili dello stabilimento, sottolineando che il livello di radiazioni è normale sia sul territorio della centrale sia nei dintorni.
Le notizie dei media su una presunta intenzione della Russia di attaccare la Nato «non hanno niente a che vedere con la realtà» e sono solo «spauracchi». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti.
«Attualmente vengono pubblicate molte di queste storie allarmistiche - ha detto Peskov -. Naturalmente, non hanno nulla a che vedere con la realtà e non hanno nulla a che vedere con le intenzioni della Federazione Russa».
«Allo stesso tempo - ha proseguito il portavoce del presidente Vladimir Putin - la Federazione Russa si trova ad affrontare una politica molto aggressiva nei suoi confronti da parte dei Paesi europei. E questa aggressività proviene proprio dai Paesi europei. Le speculazioni contrarie sono una distorsione della realtà e semplici notizie infondate, nient'altro».
«Se parliamo di escalation militare - ha aggiunto Peskov in un'intervista a Bloomberg - noi semplicemente non ne abbiamo bisogno, perché stiamo comunque avanzando (in Ucraina)».
Tutte le quattro principali raffinerie di petrolio russe di Lukoil sono attualmente ferme, dopo che ieri la grande raffineria di Nizhni-Novgorod, la quarta per grandezza in Russia e seconda per produzione di benzina, è stata costretta a sospendere la lavorazione del petrolio greggio ieri a seguito di un attacco di droni ucraini la notte fra martedì e ieri.
Lo scrive Rbc-Ukraine citando fonti Reuters. L'attacco dei droni avrebbe danneggiato diverse unità di lavorazione, infrastrutture tra le unità e impianti generali, scrivono le fonti, che però non sono state in grado di fornire informazioni sulla durata delle riparazioni o sulla data di ripresa della lavorazione del greggio.
E così i grandi impianti Lukoil sono tutti, al momento fermi: la raffineria di Perm ha interrotto le operazioni a seguito di un attacco di droni il 21 agosto, mentre quella di Volgograd ha cessato l'attività dopo un attacco il 31 luglio. La quarta, quella di Ukhta, nella penisola artica di Komi, in Carelia vicino al confine finlandese, è stata attaccata in febbraio e starebbe scontando ancora forti limitazioni, secondo Ukrainska Pravda.
Il viaggio a sorpresa del capo della CIA a Mosca è stato per avvertire la Russia di non attaccare i Paesi della NATO. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti informate sulla prima visita nota di John Ratcliffe a Mosca. L'avvertimento segue le nuove valutazioni dell'intelligence statunitense, secondo le quali Vladimir Putin potrebbe mettere alla prova la determinazione della NATO con un attacco limitato contro un Paese dell'alleanza nei prossimi anni.
Intanto le Forze Armate russe hanno colpito una nave che trasportava materiale militare in Ucraina, serbatoi di carburante e infrastrutture portuali nel porto di Izmail: lo riporta Interfax citando un comunicato del ministero della Difesa russo. «Droni d'attacco hanno colpito una nave portarinfuse che trasportava materiale militare in Ucraina e tre serbatoi di carburante destinati alle Forze Armate ucraine nel porto di Izmail, nella regione di Odessa, nonché infrastrutture portuali utilizzate per lo scarico di materiale militare», si legge nel comunicato.
Un «oggetto volante» non autorizzato ha infine fatto ingresso ieri pomeriggio nello spazio aereo della Moldova, «in seguito ad attacchi aerei condotti oggi dalla Federazione Russa contro l'Ucraina». Lo ha riferito il ministero della Difesa moldavo. In un comunicato, il ministero ha spiegato che l'oggetto è stato rilevato alle 17.38, nella zona di Palanca, distretto di Ștefan Vodă. «Successivamente, alle 17.43, l'oggetto aereo ha attraversato nuovamente la frontiera di Stato in direzione dell'Ucraina, entrando nel territorio ucraino nella località di Gradinița, nella regione di Odessa», aggiunge la nota. «Le autorità nazionali, in collaborazione con i partner, continuano a monitorare lo spazio aereo al fine di garantire la sicurezza della popolazione», afferma il ministero della Difesa moldavo.

