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“Il blitz dell’Fbi? Fatto per intimidire Trump”
Immagine Shutterstcok
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Keystone-ats
4 anni fa
Secondo Alan Dershowitz, avvocato e legale dell’ex presidente americano nel caso di impeachment per il Russiagate, l’obiettivo della recente perquisizione era quello di ottenere informazioni sul 6 gennaio 2021.

"È stata un'azione sbagliata, perpetrata per intimidire, molto poco ortodossa. Con Donald Trump sono stati usati due pesi e due misure”, ha detto Dershowitz in un'intervista al quotidiano italiano "La Stampa”. 

"La vicenda degli archivi nazionali è solo un pretesto"

"Quanto fatto nei confronti di Trump conferma il doppio standard usato dalla Giustizia - sottolinea - non è andata così a Hillary Clinton o all'ex consigliere per la Sicurezza nazionale Sandy Berger, entrambe stelle sulle quali grava il sospetto di aver sottratto informazioni classificate". Poi aggiunge: "il vero obiettivo del raid era trovare informazioni riguardo i fatti del 6 gennaio 2021. La storia dei documenti è stata utilizzata come scusa. Ricorrere a un mandato di perquisizione per questioni riguardanti materiale classificato, specie nei confronti di un ex presidente o di un'alta carica dello Stato, è qualcosa che non è mai successo. La vicenda degli Archivi nazionali è solo un pretesto".

"Un'operazione concertata"

Secondo l'avvocato il blitz dell'Fbi e il procedimento sulla Trump Organization fanno parte di "un'operazione concertata: questa è una vicenda che ha forti contaminazioni politiche e su cui servirebbero delle chiare spiegazioni delle istituzioni e delle autorità coinvolte". Su cosa accadrà adesso spiega che "il rischio è serio. C'è un'indagine penale in corso che potrebbe portare a una condanna e alla prigione". In ogni caso, qualsiasi cosa accada, “Trump potrà correre per la presidenza degli Stati Uniti, anche se venisse incriminato. Può addirittura correre dalla prigione".