
"Spero che con lo slancio di solidarietà in Francia e nel mondo, ci sia la volontà umana di fare in modo che questo luogo non venga assassinato." Joël Laloux, gestore del Bataclan dal 1976 fino a qualche mese fa, ne è convinto: "The Show Must Go On".
Dopo gli atti terroristici di venerdì 13, c'è chi ha ipotizzato che dietro alla scelta di attaccare proprio quella sala da concerti vi siano state delle motivazioni religiose. La famiglia Laloux infatti è israeliana e al Bataclan sarebbero state organizzate delle serate di sostegno all'esercito israeliano e ad alcune organizzazioni caritatevoli ebree. "Trarre queste conclusioni è stupido e inutile" taglia corto l'ex proprietario.
All'Agence France Presse l'uomo, che abita ora nel sud d'Israele, ha raccontato che immediatamente dopo la tragedia aveva pensato di rendere il locale una sorta di santuario, prima di ripensarci. Laloux spera che il Bataclan ne esca più forte di prima, ricordando, a titolo di paragone, il precedente di Charlie Hebdo visto che milioni di persone si precipitarono ad acquistarlo dopo l'attentato di gennaio.
Joël è in ogni caso sicuro, alla riapertura della sala non mancherà: "Sarò nel pubblico, in prima fila."
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