
I talebani sono entrati a Jalalabad, l’ultima grande città dell’Afghanistan, oltre alla capitale Kabul, non ancora nelle loro mani. Lo apprende l’Afp da un residente che ha confermato una rivendicazione sui social media fatta dai talebani. “Ci siamo svegliati questa mattina con le bandiere bianche dei talebani in tutta la città. Sono entrati senza combattere”, ha detto la fonte. Kabul resta ora l’unica l’ultima grande area urbana sotto il controllo del governo. I talebani sono entrati a Jalalabad, nell’Afghanistan orientale, domenica mattina, senza combattere, hanno confermato i residenti. Gli insorti hanno rivendicato l’azione: “Pochi istanti fa, i mujaheddin sono entrati a Jalalabad, la capitale della provincia di Nangarhar. Tutti i quartieri sono ora sotto il loro controllo”, ha detto Zabihullah Mujahid, uno dei loro portavoce.
Oltre a Kabul, restano sotto il controllo del governo una manciata di città minori, sparse e lontano dalla capitale, e senza grande valore strategico. In soli dieci giorni i talebani hanno preso il controllo della maggior parte del Paese raggiungendo le porte di Kabul, ora completamente circondata.
Gli USA inviato più soldati per evacuare la sede diplomatica
Malgrado i crescenti timori della comunità internazionale, il presidente americano Joe Biden non è intenzionato a fare dietrofront sul ritiro dall’Afghanistan, previsto entro il 31 agosto. Il presidente, asserragliato nei giorni di Ferragosto a Camp David con il suo entourage, si sta preparando alla caduta di Kabul e al ritiro di ogni presenza diplomatica in Afghanistan, stando al sito Axios. Biden ha inviato 5’000 soldati, 2’000 in più del previsto, con la missione di evacuare “in modo sicuro e ordinato” la sede diplomatica e circa 25mila civili. Il leader Usa ha inoltre messo in guardia i talebani che “ogni loro azione sul terreno che mette a rischio il personale Usa o la nostra missione riceverà una rapida e forte risposta militare”.
Ancora una settimana fa Biden aveva definito “altamente improbabile” che i talebani si impossessassero di tutto il Paese, ricordando che l’Afghanistan ha un esercito di “300 mila soldati ben equipaggiato come qualsiasi altro nel mondo” e una forza aerea contro circa 75 mila talebani. Ma ieri ha ammesso che “un anno o cinque anni in più di presenza militare Usa non avrebbe fatto la differenza se l’esercito afghano non può o non vuole tenere il suo Paese. E una presenza americana senza fine nel mezzo del conflitto civile di un altro Paese non è accettabile per me: non passerò questa guerra ad un quinto presidente”.
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