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I procedimenti penali contro Rackete preoccupano l'ONU
I procedimenti penali contro Rackete preoccupano l'ONU
I procedimenti penali contro Rackete preoccupano l'ONU
Redazione
7 anni fa
Cinque esperti indipendenti chiedono all'Italia di non criminalizzare le operazioni di ricerca e soccorso

Cinque esperti indipendenti delle Nazioni Unite hanno oggi espresso "grave preoccupazione" per i procedimenti di detenzione e penali in Italia contro la tedesca Carola Rackete e denunciato gli attacchi da parte dei media, ma anche del ministro dell'Interno Matteo Salvini contro la giudice che ha stabilito il rilascio della capitana della Sea-Watch 3.

"Esortiamo le autorità italiane a porre immediatamente fine alla criminalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso. Salvare migranti in pericolo in mare non è un crimine", affermano gli esperti in un comunicato congiunto pubblicato a Ginevra.

Il procedimento contro la capitana Carola Rackete potrebbe avere "un effetto paralizzante sui difensori dei diritti dei migranti e sulla società civile nel suo insieme", ha affermato l'esperto Michel Forst, relatore speciale sui difensori dei diritti umani.

Dalla sua decisione di rilasciare Rackete - ricorda il comunicato - la giudice è stata attaccata dai media e criticata dal ministro degli interni Matteo Salvini. Secondo l'esperto Diego García-Sayán le accuse da parte delle autorità del potere esecutivo contro un giudice che ha soddisfatto una norma consolidata del diritto internazionale pubblico sul dovere di soccorrere persone in pericolo in mare, costituiscono "una grave violazione dei principi di indipendenza della magistratura e la separazione dei poteri. Il dovere di rispettare e conformarsi a sentenze e decisioni della magistratura costituisce un necessario corollario del principio della separazione dei poteri".

"Dichiarazioni pubbliche e attacchi personali da parte di personaggi politici di alto rango sono una grave interferenza nell'autonomia dei singoli giudici, e possono avere l'effetto di ostacolare l'autorità del potere giudiziario come un ramo autonomo del potere dello Stato", ha aggiunto.

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