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I pasdaran: «Apriremo altre porte dell'inferno»
©ABEDIN TAHERKENAREH
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2 giorni fa
È l'avvertimento lanciato oggi da Mohammad Ali Naeini, membro delle Guardie rivoluzionarie iraniane – Attaccata l'ambasciata USA a Riad – Trump: «Abbiamo tantissime scorte di munizioni, le guerre possono essere combattute per sempre» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
un giorno fa
«La Cia sta armando le forze curde per fomentare la rivolta in Iran»

La Cia starebbe lavorando per armare le forze curde con l'obiettivo di fomentare una rivolta popolare in Iran. Lo hanno riferito alla Cnn diverse persone a conoscenza del piano. L'amministrazione di Donald Trump ha avviato trattative attive con i gruppi di opposizione iraniani e i leader curdi in Iraq per fornire loro supporto militare, hanno affermato le fonti come già anticipato dal Wall Street Journal. I gruppi armati curdi iraniani hanno migliaia di forze operative lungo il confine tra Iraq e Iran, principalmente nella regione del Kurdistan iracheno. Diversi gruppi hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche dall'inizio della guerra, alludendo a un'azione imminente e sollecitando le forze militari iraniane a disertare.

un giorno fa
Carney: «Nella guerra con l'Iran rispettare le norme internazionali»

Il Primo ministro canadese Mark Carney ha esortato «tutte le parti» coinvolte nel conflitto scatenato dagli attacchi Usa-Israele contro l'Iran a rispettare le regole di ingaggio internazionali. Intervenendo a Sydney, Carney ha dichiarato: «Il Canada ribadisce che il diritto internazionale vincola tutti i belligeranti». «Imploriamo tutte le parti, compresi Stati Uniti e Israele, di rispettare le regole di ingaggio internazionale», ha affermato, aggiungendo: «Il Canada chiede una rapida de-escalation delle ostilità ed è pronto a contribuire al raggiungimento di questo obiettivo». 

un giorno fa
Crosetto, giovedì informativa alle Camere su Medioriente e aiuti nel Golfo

«Non penso di inviare nulla a nessuno, perché non sono io che invio sistemi come fossero miei come cercate di dire (come vi ho detto in Parlamento ieri) senza comunicazione alle Camere. Infatti è programmata per giovedì un'informativa. I soldati in Libano, come in ogni altro teatro, sono la nostra priorità. E lo sapete benissimo». Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un tweet di risposta al profilo M5s, in merito all'eventuale invio di aiuti per la difesa richiesti dai Paesi del Golfo. «Sapete benissimo che nessuno era stato informato come si è capito dalle stesse parole di Rubio oggi - ha aggiunto Crosetto in merito alla sicurezza dei soldati italiani - . Le procedure per la messa in sicurezza dei nostri soldati, così come i piani di intervento per eventuali evacuazioni sono predisposti e pronti da tempo e siamo (non solo io ma tutto il ministero della Difesa!) informati in tempo reale di ogni evoluzione negativa o minaccia verso i nostri contingenti. Basta che lo chiediate a chi era in Unifil e negli altri teatri durante l'attacco israeliano della scorsa volta».

un giorno fa
Il Qatar smantella due cellule di spionaggio legate all'Iran

Due cellule di spionaggio affiliate al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, l'esercito ideologico iraniano, sono state smantellate in Qatar. Lo ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale, nel quarto giorno di attacchi aerei iraniani nel Golfo in rappresaglia per l'offensiva israelo-americana. «Una stretta sorveglianza ha portato all'arresto di dieci sospettati: sette erano incaricati di spiare e raccogliere informazioni su infrastrutture militari vitali del Paese, e tre di compiere operazioni di sabotaggio», ha dichiarato l'agenzia del Qatar. Secondo la stessa fonte, i sospettati «hanno ammesso durante le indagini i loro legami con le Guardie della Rivoluzione e di essere stati incaricati di condurre attività di spionaggio e sabotaggio».

un giorno fa
Un missile iraniano colpisce la base USA di Al-Udeid

Un missile balistico iraniano ha colpito oggi la base militare statunitense di Al-Udeid. Lo ha confermato il Ministero della Difesa del Qatar. Il Ministero ha affermato che il Qatar è stato preso di mira da due missili, aggiungendo: «I sistemi di difesa aerea hanno intercettato con successo uno dei missili, mentre il secondo ha colpito la base qatariota di Al-Udeid senza causare vittime».

un giorno fa
Emirati Arabi: «Esposti ad oltre 1.000 attacchi dall'Iran»

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati esposti ad oltre 1.000 attacchi da quando l'Iran ha lanciato l'operazione di ritorsione nella regione. Lo ha detto il ministero degli Esteri emiratino in una nota, secondo quanto riporta Reuters sul proprio sito. Il ministero degli Esteri degli Emirati ha detto di non aver preso alcuna decisione che cambi la propria posizione difensiva nei confronti degli attacchi iraniani, ma si riserva il diritto di difendersi.

un giorno fa
Il figlio di Khamenei nominato nuova Guida Suprema
Wikipedia
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Lo riporta Iran International citando fonti informate. La notizia è ripresa anche da Haaretz

L'Assemblea degli Esperti iraniana ha nominato il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Lo riporta Iran International citando fonti informate. La notizia è ripresa anche da Haaretz.

Chi è

Cinquantasei anni, secondogenito di Ali Khamenei e figlio prediletto, Mojtaba che prende il posto del padre come Guida Suprema dell'Iran è un politico e religioso con ottime relazioni con le forze di sicurezza, in particolare i Pasdaran. Nato a Mashhad nel settembre 1969, ha prestato servizio nella guerra Iran-Iraq dal 1987 al 1988 e nel 1999, ha continuato gli studi a Qom per diventare chierico. Era da tempo considerato il figlio più influente di Khamenei e un possibile successore di suo padre come leader supremo. Ma Mojtaba è anche una figura chiacchierata per presunti arricchimenti, con proprietà immobiliari anche in Occidente, di cui ha parlato in una recente inchiesta Bloomberg. Ha sostenuto Ahmadinejad nelle controverse elezioni presidenziali del 2005 e del 2009 e secondo i media potrebbe aver svolto un ruolo di primo piano nell'orchestrarne la vittoria elettorale nel 2009. Era stato designato in anticipo come successore di suo padre, e Iran International aveva riferito circa un anno e mezzo fa che era stato scelto segretamente come suo successore. Anche se recentemente non sarebbe stato considerato un candidato vero, perché la stessa Guida aveva sempre detto di non volere una successione dinastica. Negli ultimi giorni erano circolate voci che fosse stato ucciso o gravemente ferito assieme al padre. Voci però mai confermate. L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito oggi che Mojtaba è sano e salvo e illeso nell'attentato, in cui sono morti suo padre, sua moglie e altri familiari.

Nella notte l'Idf aveva attaccato il «più importante» quartier generale degli ayatollah a Teheran, e più tardi aveva preso di mira l'Assemblea degli Esperti a Qom, chiamata ad eleggere il successore di Ali Khamenei. Non è chiaro se il palazzo fosse stato evacuato in tempo, come sostengono i media iraniani, o se sia stato centrato proprio mentre era in corso la votazione per nominare la nuova Guida Suprema, come riferiscono invece fonti israeliane. Secondo Channel 12, gli 88 saggi erano già andati via prima del raid e sul posto erano rimasti solo gli «scrutatori», di cui poi non si è saputo nulla. L'elezione del figlio di Khamenei coglie di sorpresa chi si attendeva che il voto, come aveva sostenuto anche la Fars, potesse essere rinviato dopo i funerali del supremo leader Khamanei. Funerali che probabilmente si terranno la prossima settimana nella sua città natale di Mashhad. In ogni caso, il Mossad ha già avvertito, in un post in farsi, che «non importa chi verrà scelto: il suo destino è già scritto, solo il popolo iraniano sceglierà il suo futuro leader».

«Lo scenario più negativo in Iran a questo punto è che il Paese sia preso da qualcuno che è peggio» di Khamenei, ha concordato Donald Trump, minimizzando anche la figura del figlio dello scià, Reza Pahlavi, che si è reso disponibile. «Il regime è al suo punto più debole» dal 1989, «non sarà una guerra infinita» ma «un'azione rapida e decisiva», ha assicurato Benyamin Netanyahu, che intanto ha dato l'ordine all'Idf di avanzare nel sud del Libano per «proteggere Israele da Hezbollah». L'esercito ebraico ha inoltre confermato di aver attaccato anche i siti legati al programma nucleare iraniano, compreso «il complesso segreto di Minzadehei», dove il regime continuava a cercare di «sviluppare armi atomiche».

un giorno fa
Un ticinese a Dubai: «Situazione particolare, ma non bisogna cadere nel panico»
Secondo l'imprenditore Matteo Boffa, residente da 10 anni negli Emirati Arabi Uniti, nel contesto attuale occorre adottare un approccio pragmatico. «Si devono prendere decisioni ponderate, evitando scelte drastiche».

«La situazione è particolare, ma non dobbiamo creare panico inutile. Vedo molti ambiti, soprattutto sui social media, in cui si forniscono informazioni sbagliate, non corrette. Questo fomenta la paura sia di chi è qui, sia di chi è a casa ad aspettarci». Così si è espresso a Ticinonews Matteo Boffa, imprenditore ticinese che vive a Dubai dal 2016, raccontando come sta vivendo il nuovo contesto venutosi a creare in Medio Oriente dopo l’attacco sferrato all’Iran da Stati Uniti e Israele. «Non voglio usare la parola panico, perché non si tratta di questo. Come detto, ci troviamo in una situazione inusuale per gli Emirati Arabi Uniti, e ci tengo a evidenziare una grossa differenza tra le persone che si trovano negli Emirati per questioni di lavoro, transito, viaggio, o vacanze, rispetto a noi che siamo residenti qui da diverso tempo: per noi questa è casa, si tratta di un posto che riteniamo sicuro. Diamo piena fiducia sia alle autorità emiratine per la nostra protezione, sia al grandissimo lavoro svolto dall'ambasciata svizzera e dal consolato nei confronti di chi è qui con un passaporto elvetico». 

Notifiche di allarme

A livello di informazioni alla popolazione «abbiamo un sistema di notifiche di allarmi sul cellulare. Tutti i telefonini attivi con rete ricevono quindi un messaggio contenente indicazioni chiare - sia in arabo che in inglese -, concernenti l’entrare in casa o lo stare lontano dalle finestre. Siamo molto tutelati», ha proseguito Boffa. «Personalmente, mi è successo solo una volta di ricevere questo tipo di notifiche; eravamo in tre o quattro in casa simultaneamente e abbiamo udito questo forte suono provenire dai nostri cellulari, dopodiché abbiamo sentito alcuni botti».

L'approccio da adottare

Boffa ha comunque voluto sottolineare come a Dubai si stiano tutti sforzando di portare avanti una quotidianità che sia il più regolare possibile. «Oggi, attorno alle 15-16, è stato emanato un comunicato ufficiale da parte del governo in cui si chiedeva proprio di cercare il più possibile di vivere una vita normale, di non divulgare informazioni se non certificate e di non accorrere nei supermercati per fare scorte». Nel proprio piccolo «si tenta insomma di fare quel che si può. Io provo a proteggere mia figlia e mia moglie prendendo decisioni ponderate ed evitando scelte drastiche, come quella, ad esempio, di spostarsi in Oman, in cui si trovano adesso dei miei amici che fanno fatica a rientrare». Secondo Boffa «adottare un approccio pragmatico, seguire quanto viene detto dalle persone al governo e dalla nostra ambasciata, è l'atteggiamento più corretto. E senza cadere nel panico, perché se io cado in panico mia moglie fa lo stesso e rischiamo davvero di finire in un turbinio di azioni che possono portare a dei danni e non a dei benefici».

un giorno fa
Attaccato il sito nucleare iraniano

L'IDF conferma di aver attaccato anche siti legati al programma nucleare iraniano dall'inizio dell'operazione «Ruggito del Leone». «L'aeronautica ha bombardato il complesso segreto di Minzadehei nei pressi di Teheran, in cui il regime terroristico iraniano operava per sviluppare le capacità necessarie per le armi nucleari», ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce di IDF Effie Defrin. «Nonostante i gravi danni subiti dopo l'operazione 'Leone nascente' (a giugno), il regime iraniano ha continuato a sviluppare le capacità nucleari necessarie, trasferendo infrastrutture in un sito sotterraneo in cui un gruppo di scienziati nucleari operava segretamente per sviluppare una componente chiave del sistema di armi nucleari», ha affermato Defrin. «L'attacco elimina una componente fondamentale della capacità dell'Iran di sviluppare armi nucleari».

un giorno fa
A fuoco il consolato USA a Dubai, colpito da un drone iraniano

Il consolato statunitense a Dubai stava andando a fuoco dopo essere stato colpito da un sospetto drone iraniano. Lo riporta la CNN citando una fonte nella regione.

Emirati: «Spento il piccolo incendio nel consolato, nessuna vittima»

«Le autorità di Dubai hanno confermato che un incendio causato da un incidente con un drone vicino al consolato USA è stato contenuto con successo», scrive l'ufficio stampa dell'emirato di Dubai su X. «Le squadre di soccorso sono intervenute immediatamente. Non è stato segnalato alcun ferito», aggiunge. Marco Rubio ha conferma l'attacco precisando che tutto il personale è illeso. «Purtroppo un drone ha colpito un parcheggio adiacente all'edificio della cancelleria e ha causato un incendio. Tutto il personale è stato rintracciato», ha detto il segretario di Stato USA parlando con i giornalisti a Capitol Hill.

un giorno fa
A fuoco il consolato USA a Dubai, colpito da un drone
Lo riporta la CNN citando una fonte nella regione.

Il consolato statunitense a Dubai stava andando a fuoco dopo essere stato colpito da un sospetto drone iraniano. Lo riporta la CNN citando una fonte nella regione.

Emirati: «Spento il piccolo incendio nel consolato, nessuna vittima»

«Le autorità di Dubai hanno confermato che un incendio causato da un incidente con un drone vicino al consolato USA è stato contenuto con successo», scrive l'ufficio stampa dell'emirato di Dubai su X. «Le squadre di soccorso sono intervenute immediatamente. Non è stato segnalato alcun ferito», aggiunge. Marco Rubio ha conferma l'attacco precisando che tutto il personale è illeso. «Purtroppo un drone ha colpito un parcheggio adiacente all'edificio della cancelleria e ha causato un incendio. Tutto il personale è stato rintracciato», ha detto il segretario di Stato USA parlando con i giornalisti a Capitol Hill.

un giorno fa
Diluvio di bombe sull'Iran per decapitare il regime

Una rete di fuoco incrociato che attraversa il Golfo Persico e lambisce il Mediterraneo: così appaiono i cieli del Medio Oriente al quarto giorno di guerra. Stati Uniti e Israele continuano a colpire l'Iran «su vasta scala», determinati a decapitare il regime e a impedire che la leadership si rinnovi senza un cambiamento radicale.

Nella notte l'IDF ha attaccato il «più importante» quartier generale degli ayatollah a Teheran, più tardi ha preso di mira l'Assemblea degli Esperti a Qom, chiamata ad eleggere il successore di Ali Khamenei. Non è chiaro se il palazzo fosse stato evacuato in tempo, come sostengono i media iraniani, o se sia stato centrato proprio mentre era in corso la votazione per nominare la nuova Guida Suprema, come riferiscono invece fonti israeliane. In ogni caso, il Mossad ha già avvertito, in un post in farsi, che «non importa chi verrà scelto: il suo destino è già scritto, solo il popolo iraniano sceglierà il suo futuro leader».

«Lo scenario più negativo in Iran a questo punto è che il Paese sia preso da qualcuno che è peggio» di Khamenei, ha concordato Donald Trump, minimizzando anche la figura del figlio dello scià, Reza Pahlavi, che si è reso disponibile. «Il regime è al suo punto più debole» dal 1989, «non sarà una guerra infinita» ma «un'azione rapida e decisiva», ha assicurato Benyamin Netanyahu, che intanto ha dato l'ordine all'IDF di avanzare nel sud del Libano per «proteggere Israele da Hezbollah». L'Iran, dove secondo un ultimo bilancio della Mezzaluna rossa si contano quasi 800 morti, continua ad allargare il raggio d'azione della sua rappresaglia, tanto che il Dipartimento di Stato USA ha esortato gli americani a lasciare «immediatamente» ben 15 Paesi della regione.

Due droni iraniani hanno poi colpito l'ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita, provocando un incendio limitato ma suscitando l'ira di Trump e di Riad. Il commander-in-chief ha promesso che l'attacco, così come la morte di sei soldati USA in Kuwait, non resteranno senza risposta: «Abbiamo scorte di armi illimitate. Potremmo combattere per sempre», ha ammonito. Il Regno ha definito il raid «codardo e ingiustificato», ricordando di non aver concesso l'uso del suo spazio aereo per colpire l'Iran e riservandosi il diritto di «rispondere a un'aggressione».

Così come potrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti, i più colpiti da Teheran, che secondo Axios starebbero valutando di attaccare i siti missilistici iraniani per fermare i lanci contro il loro territorio. Anche il Qatar continua a essere preso di mira dalla vendetta incrociata dell'Iran: secondo indiscrezioni israeliane, Doha avrebbe colpito a sua volta la Repubblica islamica, ma le voci sono state subito smentite dal governo dell'emirato che ha precisato di aver solo intercettato jet e missili nel suo spazio aereo.

Solo l'Oman, ex mediatore tra Teheran e Washington nei colloqui sul nucleare e finito come gli altri nel mirino dei droni iraniani, ha invece fatto appello a un ritorno della diplomazia. In questo quadro si muove anche l'Europa: per la prima volta dall'inizio del conflitto, jet britannici sono intervenuti per abbattere droni nei cieli di Giordania e Iraq. Il Regno Unito ha inoltre deciso di inviare a Cipro la nave militare Dragon ed elicotteri anti-drone a protezione della base della Raf di Akroriti, già finita nel mirino di due Shahed iraniani, così come la Francia. Teheran ha già avvertito che qualunque «azione difensiva» dai Paesi europei sarà considerata «un atto di guerra», ha messo in chiaro il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.

E i pasdaran hanno minacciato ritorsioni, non solo belliche: «Colpiremo tutti i centri economici della regione, il prezzo del petrolio raggiungerà presto i 200 dollari», ha dichiarato il generale delle Guardie della Rivoluzione Ebrahim Jabbari. Intanto Israele - dove si contano 12 feriti negli attacchi iraniani delle ultime ore - continua a bersagliare Hezbollah a Beirut e avanza nel sud del Libano per la prima volta dal cessate il fuoco del novembre 2024, con l'intento dichiarato di creare un «cuscinetto di sicurezza» tra i miliziani filo-iraniani e le comunità israeliane nel nord del Paese. Una nuova guerra che secondo l'ONU ha già causato lo sfollamento di almeno 30'000 persone in Libano, mentre l'UNIFIL, la missione di peacekeeping nel sud, ha evacuato il personale non essenziale.

un giorno fa
Ucciso il responsabile delle attività in Libano della Forza Quds

L'esercito israeliano ha affermato di aver ucciso il comandante in carica del Corpo d'Armata Libanese della Forza Quds iraniana in un attacco a Teheran. Lo scrive l'IDF sul suo canale Telegram. Secondo l'esercito, Daoud Ali Zadeh era il comandante iraniano di grado più alto responsabile delle attività iraniane in Libano. Il Corpo d'Armata Libanese funge da collegamento tra la leadership di Hezbollah e l'Iran, ha aggiunto. La Forza Quds iraniana si concentra su operazioni speciali al di fuori del territorio iraniano. Il portavoce dell'IDF ha confermato di avere ucciso a Teheran in un bombardamento Daoud Ali Zadeh, comandante della divisione libanese delle Forze Quds. «Ali Zadeh è responsabile degli attacchi di Hezbollah contro Israele. Israele non permetterà a elementi iraniani che impediscono la ripresa del Libano e rafforzano Hezbollah di stabilirsi in Libano'', afferma l'IDF nella nota.

un giorno fa
Macron: «La portaerei Charles De Gaulle è in rotta per il Mediterraneo»

La portaerei Charles de Gaulle, il colosso dei mari simbolo della potenza militare francese, attualmente nel mar Baltico, farà rotta già da stasera verso il Mar Mediterraneo: lo ha annunciato in TV il presidente francese, Emmanuel Macron che ha anche ordinato il dispiegamento della fregata Languedoc e di mezzi antiaerei a Cipro. «Lo stretto di Ormuz è chiuso oggi», ha detto Emmanuel Macron stasera in TV, in un discorso ai francesi, sottolineando che il suo obiettivo è «costruire una coalizione» per mettere al sicuro le «vie marittime essenziali». «Ho dato ordine alla portaerei Charles de Gaulle, ai suoi mezzi aerei e alla sua scorta di fregate, di fare rotta verso il Mediterraneo».

«Molte cose sono ancora instabili - ha aggiunto Macron - ma la Francia resta una potenza che cerca di preservare la pace, una forza potente e stabile». «Due basi francesi colpite» Dopo «bombardamenti limitati» che hanno preso di mira due basi militari francesi «nelle prime ore» del conflitto, Emmanuel Macron ha poi annunciato in diretta tv dall'Eliseo di aver deciso di inviare rinforzi militari nella regione, parlando di volontà di proiettare nella zona una forza «di difesa». «Abbiamo accordi di difesa che ci legano con il Qatar, il Kuwait o gli Emirati arabi. Siamo legati anche alla Giordania e ai nostri alleati curdi. Abbiamo abbattuto dei droni per legittima difesa». «Oltre ai mezzi già presenti radar e Rafale sono stati dispiegati nelle ultime ore», oltre alla fregata Languedoc.

un giorno fa
Telecamere del traffico hackerate, così è stato ucciso Ali Khamenei

Per chi ha visto la serie TV «Teheran», l'esito degli attacchi all'Iran di questi giorni sembrano un dejà vu. Cinque anni fa, quando la prima stagione dell'acclamata spy story andò in onda per la prima volta in Israele, sembrava una fiction di alto livello, ma fiction. Oggi, dopo l'eliminazione della Guida suprema Ali Khamenei, nonostante le misure di sicurezza maniacali da cui era protetto, è lecito fantasticare che gli autori la sapessero davvero lunga.

Il Financial Times in un report dettagliato racconta che la pianificazione dell'operazione è iniziata addirittura nel 2001, quando l'allora primo ministro israeliano Ariel Sharon ordinò al Mossad di fare dell'Iran il suo obiettivo principale. Per seguire i movimenti dell'inafferrabile leader, l'intelligence israeliana ha prima hackerato la vasta rete di telecamere del traffico a Teheran, con l'obiettivo di rintracciare le guardie del corpo di Khamenei. Poi ha utilizzato algoritmi e l'intelligenza artificiale per interpretare i dati e costruire modelli di vita reale delle bodyguard dell'ayatollah. Il Mossad sarebbe riuscire a bucare le telecamere anni fa, scoprendo che almeno una era puntata sul posto in cui la squadra di sicurezza era solita parcheggiare le auto blindate.

L'intelligence ha creato fascicoli sugli indirizzi delle guardie, gli orari di lavoro, i turni e su chi dovevano proteggere. Secondo le fonti del Financial Times, il giorno dell'attacco, Israele e gli Stati Uniti hanno interrotto il servizio di telefonia cellulare in Pasteur Street, dove il massimo rappresentante del clero sciita è stato ucciso: chiunque avesse tentato di contattare la sicurezza per fornire eventuali avvertimenti avrebbe trovato la linea occupata.

Il lavoro certosino del Mossad e della CIA ha ottenuto il risultato di riuscire a seguire tutti i movimenti e rintracciare il Rahbar (la Grande Guida) fino all'incontro letale di sabato, per colazione con altri alti funzionari. La CIA dal canto suo avrebbe avuto anche un informatore sul terreno. La maggior parte del lavoro di interpretazione dei dati è stata svolta dall'Unità 8200 dei servizi segreti militari dell'IDF, che ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale e sviluppato algoritmi dedicati per scoprire lo «schema di vita» di Khamenei e delle persone a lui più vicine.

«Conoscevamo Teheran come conosciamo Gerusalemme», ha dichiarato un funzionario dell'intelligence israeliana al Financial Times. «E quando conosci un posto così bene come conosci la strada in cui sei cresciuto, ti accorgi di una sola cosa fuori posto», ha detto. Israele ha attaccato il complesso in cui Khamenei era sorvegliato utilizzando missili Sparrow, mentre gli aerei erano rimasti schierati per ottenere un effetto sorpresa tattico, nonostante il livello di allerta in Iran fosse al massimo. In totale, sarebbero stati lanciati 30 missili contro il complesso, subito dopo la conferma dell'informatore usato dagli americani che l'incontro era effettivamente in corso. Ora, se il «regime change» effettivamente avverrà, sarà tutto grazie alle telecamere, le stesse che le unità speciali dei pasdaran usavano per sorvegliare la popolazione e identificare i giovani che partecipavano alle manifestazioni. Uccisi a decine di migliaia dalle guardie rivoluzionarie neanche due mesi fa.

un giorno fa
Khamenei sarà sepolto a Mashhad, sua città natale

L'ayatollah Ali Khamenei, leader supremo dell'Iran ucciso sabato nei raid di Stati Uniti e Israele, sarà sepolto a Mashhad, sua città natale: lo riferisce l'agenzia Fars, citata dai media internazionali. La stessa Fars precisa che la cerimonia funebre per Khamenei, prevista a Teheran, è in fase di programmazione e che data e ora devono ancora essere annunciati. È previsto che la salma sia trasferita a Mashhad dopo il funerale.

un giorno fa
Iran: «Non abbiamo ancora usato le nostre armi più avanzate»

L'Iran è pronto per un guerra di lunga durata con gli Stati Uniti e Israele e per il momento non ha ancora utilizzato le proprie armi più avanzate. Lo ha detto il ministero della difesa. «Abbiamo la capacità di resistere e seguire una difesa offensiva più a lungo di quanto previsto» dal nemico «per questa guerra imposta», ha detto il portavoce del ministero della difesa, generale Reza Talaï-Nik. «Non abbiamo intenzione di utilizzare tutte le nostre armi e attrezzature avanzate nei primi giorni», ha aggiunto, citato dall'agenzia iraniana Irna.

un giorno fa
Zelensky all'Emiro del Qatar: «In contatto per protezione»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato con l'Emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani «degli sviluppi in Medio Oriente e nella regione del Golfo». Lo ha annunciato su X. «Il regime iraniano sta cercando di trascinare l'intera regione in una guerra e sta distruggendo vite umane. Questo non può che essere condannato. Siamo solidali con tutti coloro che difendono la vita e cercano di costringere il regime iraniano ad abbandonare la sua violenza di lunga data il prima possibile - ha scritto - . Ci siamo scambiati valutazioni sulle prospettive e abbiamo concordato che i nostri team rimarranno in contatto per determinare come possiamo fornire congiuntamente una maggiore protezione alle persone».

un giorno fa
Trump: «Distrutte le difese di Teheran». E attacca Spagna e Gran Bretagna

Le minacce agli Stati Uniti in tutto il Medio Oriente aumentano e i fronti di guerra si moltiplicano di ora in ora ma Donald Trump non cede di un millimetro. Il presidente americano avverte l'Iran che il tempo dei colloqui è scaduto e si prepara ad una lunga campagna militare, pur ammettendo che i prezzi del petrolio sono destinati a salire per un po', mentre attacca la Gran Bretagna e minaccia la Spagna di tagliare tutti i ponti commerciali per non aver consentito a Washington l'uso delle sue basi. «La loro difesa aerea, l'aeronautica, la marina e la leadership sono state distrutte. Ora vogliono parlare ma è troppo tardi!», ha attaccato il commander-in-chief in un post su Truth che segna un netto cambio di passo rispetto a due giorni fa, quando aveva lasciato intendere di essere disponibile a nuovi colloqui con gli iraniani se pure fuori tempo massimo.

Secondo il Wall Street Journal, Trump sarebbe pronto a sostenere gruppi in Iran disposti a imbracciare le armi per rovesciare il regime. Se realizzata, l'idea potrebbe trasformare le fazioni iraniane in forze di terra sostenute, almeno a parole, da Washington. La campagna è solo agli inizi Nel frattempo gli Stati Uniti si preparano ad una campagna militare lunga che avrà delle conseguenze anche politiche sul presidente in vista delle elezioni di midterm di novembre. Come ha detto alla commissione difesa del Senato Elbridge Colby, responsabile delle politiche del Pentagono, l'operazione contro l'Iran è ben lungi dall'essere giunta al termine: «Vorrei sottolineare con forza che siamo nelle fasi iniziali di questa campagna».

Il tycoon ha ammesso che i prezzi del petrolio, e quindi della benzina per milioni di americani, sono destinati a salire ma ha assicurato che «quando tutto questo finirà» scenderanno «a livelli mai visti prima». La domanda alla quale nessuno sa rispondere è quando la guerra in Iran finirà. Trump ha anche smentito quanto riferito da Marco Rubio ai rappresentanti del Congresso, e cioè che Israele ha scatenato la guerra in Iran trascinandovi gli Stati Uniti. «Penso che Teheran avrebbe attaccato per prima e non volevo che accadesse. Quindi, semmai, potrei aver forzato io la mano a Israele», ha invece dichiarato il presidente. Deluso da Spagna e Gran Bretagna In un bilaterale nello Studio Ovale con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, primo leader europeo ad arrivare alla Casa Bianca dall'attacco contro l'Iran, Trump se l'è presa con Londra e Madrid per il loro atteggiamento non collaborativo. «Hanno detto che non possiamo usare le loro basi ma nessuno può dirci di non usare le basi. La Spagna non ha una grande leadership», ha attaccato il tycoon, minacciando di «bloccare tutti gli scambi commerciali» con il Paese guidato dal socialista Sanchez. «La NATO si sta muovendo bene, così come la Germania, sul fronte della spesa militare. La Spagna invece »è l'unico Paese della NATO a non aver accettato« il tetto di spesa per la difesa al 5% del PIL, ha rincarato. Merz se l'è cavata mantenendo un profilo basso e limitandosi a dire che la Germania è »sulla stessa lunghezza d'onda« degli Stati Uniti.

Quanto alla Gran Bretagna, il presidente americano l'ha definita »molto, molto poco collaborativa«. »Questa non è l'epoca di Churchill«, ha dichiarato, attaccando Londra per »quella stupida isola che hanno ceduto per prenderla in affitto dagli indigeni«. Trump si riferisce alla Diego Garcia, dove Londra e Washington hanno una base militare congiunta. »Non sono contento della Gran Bretagna«, ha insistito. »Ci sono voluti tre o quattro giorni per capire dove possiamo atterrare«. Chi guiderà l'Iran? Guardando avanti, The Donald ha continuato a ripetere che le figure alle quali gli Stati Uniti guardavano come possibili leader dell'Iran »sono tutte morte«. »Lo scenario peggiore a questo punto«, ha ammesso il presidente americano, »è che i nuovi leader siano pessimi come i precedenti«. Trump ha poi minimizzato la possibilità che il figlio dell'ultimo scià Reza Pahlavi possa assumere la guida del Paese, affermando di preferire che qualcuno dall'interno dell'Iran se ne occupi.

un giorno fa
Gli USA schierano in Iran i nuovi droni kamikaze low-cost «Lucas»

Dopo appena otto mesi dalla sua presentazione, Washington ha scelto la guerra con l'Iran per schierare per la prima volta in combattimento il nuovo drone kamikaze a basso costo «Lucas», mentre gli Stati Uniti spingono per accelerare i loro programmi di armamento. Il drone «Low-Cost Uncrewed Combat Attack System» (da qui l'acronimo Lucas) è prodotto dalla SpektreWorks con sede in Arizona ed è stato presentato nel luglio 2025, quando il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha sfilato nel cortile del Pentagono con più di una dozzina di aziende in competizione per fornire all'esercito nuove attrezzature, spiega Reuters sul proprio sito web, ricordando quanto gli Uav siano diventati centrali nella guerra moderna dopo il loro efficace utilizzo in Ucraina.

Non a caso, il Centcom USA ha affermato che i droni Lucas sono modellati proprio sullo Shahed di fabbricazione iraniana utilizzato ampiamente dalla Russia nell'invasione contro Kiev. La rapida messa in campo del Lucas rappresenta un cambiamento rispetto alle tradizionali tempistiche di approvvigionamento del Pentagono, che in genere durano anni dallo sviluppo iniziale all'implementazione operativa. Il drone utilizza un'architettura aperta che consente diversi carichi utili e sistemi di comunicazione e può essere impiegato sia per attacchi aerei che come drone target. Può essere lanciato da terra o da un camion e con un costo di circa 35'000 dollari è molto più economico dell'MQ-9 Reaper, che costa tra i 20 e i 40 milioni di dollari ma è riutilizzabile e molto più sofisticato. Il governo detiene la proprietà intellettuale del progetto Lucas, il che significa che diversi produttori potrebbero costruirlo, sebbene SpektreWorks detenga attualmente i contratti. Durante il suo sviluppo al Pentagono, Lucas è stato abbinato a sistemi di comunicazione Music di Viasat e Starlink o Starshield di SpaceX, secondo due fonti a conoscenza del programma, mentre una startup chiamata Noda fornisce il software per controllare i droni.

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