
I migranti sono una risorsa o un peso per i Paesi occidentali che li accolgono?
L'istituto Ifo, di Monaco di Baviera, sostiene l'accoglienza dei profughi per motivi umanitari. Ma gli economisti ritengono che per evitare che i migranti si trasformino in fardello sarà necessario provvedere a tutta una serie di adattamenti dell'attuale stato sociale.
Come per esempio l'abbassamento del salario minimo, che attualmente è di 8,50 euro all'ora.
In uno studio citato oggi da Le Temps, l'istituto Ifo stima che la Germania spenderà 10 miliardi di euro per integrare i migranti. Un costo valutato sulla base di 800'000 migranti, senza considerare i ricongiungimenti familiari.
L'istituto fa notare che le qualifiche dei profughi provenienti da Iraq, Siria, Nigeria e Afghanistan sono modeste. Il tasso di analfabetismo per i rifugiati di questi paesi sarebbe rispettivamente del 4%, 18%, 34% e 53%. Gli afghani sono forse più qualificati dei siriani, ma solo il 6% di loro ha una formazione nel settore terziario.
Sarà quindi difficile integrare rapidamente queste persone nel mercato del lavoro tedesco.
Anche perché, in ogni caso, la legge vieta loro di lavorare durante i primi tre mesi di soggiorno in Germania. Durante questo periodo ricevono un aiuto che varia da un Land all'altro: 13'260 euro nel Baden-Wurtemberg e 12'000 euro a Berlino. Queste prestazioni sono completate da una somma di 143 euro destinata ai bisogni personali. I costi dell'alloggio sono invece coperti dai comuni. In totale, su una stima di 800'000 rifugiati, l'Ifo calcola un costo tra 9,5 e 10,5 miliardi di euro, ciò che corrisponde al 3% del budget dello Stato.
Gli economisti sottolineano che, siccome i rifugiati hanno delle qualifiche modeste, potranno trovare unicamente lavori con salari bassi. Uno scenario non penalizzante per il paese che li ospita, a condizione che questi nuovi impieghi completino l'offerta esistente.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

