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Estero
I leader a Tallinn cercano di delineare l'Ue del futuro
Redazione
9 anni fa

Il tema è l'Europa del futuro, quella che dovrebbe dare finalmente risposte concrete ai cittadini per scacciare l'incubo di populismi ed estremismi in rapida ascesa. Ma il compito dei leader europei riuniti a Tallinn è davvero arduo. Perché i nodi da sciogliere sono molti: dalla Germania, con una cancelliera fino ad ora alla guida dell'Ue che esce fortemente indebolita dalle elezioni, alla Spagna, con la richiesta dell'ultim'ora della Catalogna di una mediazione europea. E il forfait del premier Mariano Rajoy che ha preferito restare a Madrid. Non è un caso che il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk abbia deciso di dedicare ad un tema così cruciale una cena informale, senza documenti finali, né dossier sul tavolo. L'obiettivo è quello di permettere un dibattito "franco e aperto" in grado di capire se 'gli Stati Uniti d'Europa' delineati dal presidente francese Emmanuel Macron rappresentano una meta raggiungibile. I leader sono arrivati a Tallinn consapevoli delle difficoltà che li attende, ma anche convinti, Italia e Francia in testa, che è arrivato il momento di cambiare. Liberare capi di Stato e di governo da trattative e compromessi necessari quando si devono mettere le decisioni nero su bianco significa anche poter mettere sulla bilancia l'Europa post elezioni tedesche per trovare un nuovo equilibrio. Se davvero Angela Merkel dovrà fare un governo con Liberali e Verdi, ipotesi che al momento sembra la più realizzabile, non sarà semplice per la donna più potente d'Europa portare avanti con la stessa forza alcuni dossier. Nel bene e nel male. All'interno del suo esecutivo avrà infatti la strenua opposizione dei 'resuscitati' di Fdp, contrari a passi cruciali come l'unione bancaria, l'introduzione di maggiore flessibilità in Ue e il ministro delle Finanze europeo. Per questo la cancelliera, appena giunta a Tallinn, dopo aver raccolto i complimenti dei colleghi per la sua rielezione, li ha subito rassicurati sul fatto che il suo impegno europeista non cambierà. Ma non è andata oltre, consapevole che fino a quando non avrà sciolto il rebus sul suo esecutivo, qualunque impegno, sia pure di principio, potrebbe creargli problemi in casa. E non essere rispettato a Bruxelles.

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