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I figli della ministra dell'Educazione francese in scuole private: è bufera
Immagine d'archivio/Shutterstock
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Keystone-ats
3 anni fa
Le accuse da parte delle opposizioni si fondano sulle dichiarazioni rese dalla stessa ministra venerdì. In quell'occasione, ha giustificato la sua decisione di trasferire i figli in un istituto privato piuttosto di élite con la sua "frustrazione" di fronte "alle tante ore" di insegnamento trascorse senza supplente durante le assenze dei professori nella scuola pubblica.

Bufera su Amélie Oudéa-Castéra, nuova ministra dell'Educazione, con opposizioni e media scatenati dopo la diffusione dell'informazione che i figli frequentano la scuola privata. Dopo un week-end "bollente", la ministra ha chiesto oggi davanti ai giornalisti di "chiudere il capitolo degli attacchi personali". "Io - ha detto la ministra, la cui delega aveva fatto discutere subito perché si cumula con quella, altrettanto impegnativa dello Sport e Olimpiadi di Parigi 2024 - credo nella scuola della Repubblica, credo nella scuola pubblica, credo che dovremo avere tutti molta ambizione per la nostra scuola". "Non voglio più continuare sul terreno della vita personale e della vita privata - ha proseguito - ho provato a rispondere con più sincerità possibile".

Il nodo della polemica

Le accuse da parte delle opposizioni si fondano sulle dichiarazioni rese dalla stessa ministra in occasione, venerdì, della prima uscita nella nuova carica. In quell'occasione, ha giustificato la sua decisione di trasferire i figli in un istituto privato piuttosto di élite con la sua "frustrazione" di fronte "alle tante ore" di insegnamento trascorse senza supplente durante le assenze dei professori nella scuola pubblica.

Opinioni e repliche

Secondo Libération, invece, soltanto il figlio primogenito della Oudéa-Castéra è stato, per breve tempo, iscritto a una scuola pubblica, precisamente nella prima classe della materna. Secondo il quotidiano, la ministra e suo marito hanno deciso di iscrivere il figlio alla scuola privata "Stanislas", vicino al loro domicilio, perché la scuola pubblica "Littré", dove era stato alla materna, aveva rifiutato di anticipare il passaggio del bambino dalla prima alla seconda classe, giudicandolo troppo piccolo. "La ministra smentisce categoricamente quanto riferito da Libération", ha fatto sapere l'entourage della Oudéa-Castéra.

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