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I cuccioli di Amarena di nuovo insieme: sospesa la cattura
© Shutterstock
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Keystone-ats
3 anni fa
Hanno dimostrato di essere riusciti a sopravvivere e quindi ad alimentarsi e a muoversi autonomamente nel territorio, per quanto non siano affatto scongiurati i rischi per una loro nuova separazione.

Il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise ha sospeso le attività di cattura dei due cuccioli di Amarena. La decisione è stata presa sulla base del fatto che i due esemplari sarebbero stati avvistati di nuovo insieme e si sarebbero allontanati dalla zona più antropizzata del Fucino, dimostrando così di essere riusciti a sopravvivere e quindi ad alimentarsi e a muoversi autonomamente nel territorio, per quanto non siano affatto scongiurati i rischi per una loro nuova separazione, nonché quelli della loro sopravvivenza. Li hanno infatti visti in piena notte e li hanno anche fotografati con gli infrarossi sotto ad un albero di mele e pronti a dare la scalata ai frutti. I due, nati tra dicembre e gennaio scorsi, se la stanno cavando, insomma. Tanto da non forzare la mano, per ora, per una loro cattura.

La vicenda

Da San Benedetto del Marsi, dove il 31 agosto una fucilata notturna li ha privati della madre, hanno già percorso chilometri nei boschi: stavolta sembrerebbe che siano rientrati nell'area del Pnalm, a circa una decina di chilometri dal Fucino. Ma l'appello ai cittadini è comunque quello "di rinunciare ad andare a cercare di avvistare i cuccioli e di non intralciare in alcun modo le operazioni di monitoraggio". Contemporaneamente a Teramo è andato in scena l'altro calvario di Amarena, l'interminabile esame autoptico disposto dalla Procura di Avezzano che guida le indagini a carico dell'unico indagato. La carcassa era arrivata lunedì sera a Teramo da Avezzano e ieri mattina è stata trasportata presso la clinica veterinaria dell'Università di Teramo per quelle che dovevano essere delle lastre di chiarimento sul percorso del fin qui unico proiettile sparato. Sul tavolo Amarena è rimasta ore e solo poco dopo pranzo il furgone che la trasportava ha fatto ritorno a Foro Boario. L'esame necroscopico si è infatti prolungato con tempi insospettabili, tanto da costringere i periti a rimanere a Teramo anche in serata. I punti da chiarire predisposti dalla Procura di Avezzano riguardano quali tipo di arma e proiettili, quali lesioni hanno causato la morte dell'orsa, e quindi causa e tempi della morte. A questo si deve aggiungere l'esame balistico prodotto dall'esperto.

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