
Il giorno dopo la tragedia sfiorata a San Donato Milanese - quando l'autista di un bus con a bordo 51 ragazzi ha minacciato di dar loro fuoco per "vendicare le morti in mare" - emergono alcuni dettagli sull’operazione di salvataggio dei Carabinieri, un intervento complicato che i militari sono stati in grado di portare a termine egregiamente.
Secondo la testimonianza di un Carabiniere coinvolto - riportata da ilgiornale.it - i primi ad arrivare sono stati i militari di Segrate, che hanno tentato di tagliare la strada all’autobus per costringerlo ad arrestare la corsa, ma l’auto dei Carabinieri è stata speronata dal bus e trascinata per diversi metri. Solamente grazie all’intenso traffico, l'autobus non ha potuto proseguire la sua folle corsa ed è stato costretto a fermarsi, un momento cruciale che ha permesso ai Carabinieri di raggiungere il mezzo e spaccare i vetri per permettere ai ragazzi di evacuare il mezzo. Uno di loro ha addirittura sfondato il vetro a mani nude, riportando ferite leggere.
“I bambini bussavano sui vetri, battevano i pugni, chiedevano aiuto e noi siamo riusciti a tirarli fuori mentre l’attentatore aveva già rimessi in moto il bus, perché aveva capito che i bambini stavano uscendo” afferma il tenente dei Carabinieri della compagnia di San Donato Milanese Valerio Azzone, uno dei sei militari che hanno preso parte all’operazione di salvataggio degli studenti.
Gli elogi sono arrivati anche dal capo della Procura di Milano Francesco Greco che - come riporta TGcom24 - ha affermato che “i militari hanno compiuto un'operazione che vediamo nei film: hanno preso la decisione di intervenire e di estrarre i bambini. Se sono stati tutti tratti in salvo lo dobbiamo solo al coraggio dei carabinieri di Sano Donato stava per dare fuoco al bus. L'intento stragista era già partito quando sono intervenuti i militari. L'uomo voleva compiere un gesto eclatante, voleva far parlare in tutto il mondo del suo gesto.”
Nel frattempo il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiesto in un post su Twitter la revoca della cittadinanza italiana dell’autista di origine senegalese Ousseynou Sy. L’autista del bus, ricordiamo, aveva già dei precedenti penali per guida in stato di ubriachezza e per violenza sessuale su minori.
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