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Estero
Hong Kong: tensione ancora alta in attesa del dialogo
Redazione
12 anni fa

La tensione rimane alta ad Hong Kong, dove gli studenti che da domenica scorsa hanno occupato il centro della metropoli mantengono i loro presidi in attesa dell'annunciato dialogo col governo. La stanchezza, la pioggia la snervante altalena della notte scorsa tra tentativi di dialogo e minaccia di un nuovo intervento della polizia, hanno convinto molti a tornare a casa e oggi i picchetti che nei giorni scorsi hanno visto centinaia di migliaia di persone nelle strade sono più scarni. Le centinaia di giovani rimasti in alcuni casi sono venuti alle mani con gli agenti, che hanno fatto la loro ricomparsa ieri sera dopo 48 ore nelle quali la metropoli era stata lasciata nelle mani dei ribelli, che hanno mantenuto un' atmosfera festosa fino a quando non si sono diffuse le voci di un imminente attacco delle forze dell'ordine. Poi, a sorpresa, il capo del governo locale - o "chief executive" - Chun-ying Leung detto "CY", ha affermato in una conferenza stampa tenuta poco prima di mezzanotte di essere pronto a dialogare con gli studenti. I giovani hanno accettato il dialogo non senza difficoltà e ora sono i contatto con Carrie Lam, la "numero due" del governo locale incaricata da Leung di preparare gli incontri. Il "chief executive" ha però escluso di dimettersi, come gli era stato chiesto dagli studenti dopo le violenze di domenica sera, quando migliaia di poliziotti avevano attaccato i giovani usando lacrimogeni e manganelli. Lo spettacolo delle strade invase dal fumo dei candelotti e dei giovani picchiati, inusuale per Hong Kong, non aveva fatto altro che indurre la maggioranza della popolazione a schierarsi con i giovani. La richiesta di un dialogo con il governo era stata la prima presentata dai giovani contestatori e fino alla notte scorsa non aveva avuto risposta. Oltre alle dimissioni di Leung, gli studenti chiedono che il governo centrale ritiri le pesanti limitazioni che ha posto alle prossime elezioni per il "chief executive" e che la consultazione popolare sia veramente libera e democratica. Pechino ha ribattuto che la decisione è "definitiva" e ha riaffermato la propria fiducia in Leung. In un editoriale pubblicato oggi il Quotidiano del Popolo, giornale del Partito Comunista, sostiene che le richieste dei giovani non sono "né legali, né ragionevoli" e che il loro movimento è "destinato alla sconfitta".

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