
"Veniamo a dialogare e in pace": lo ha assicurato in un'intervista alla Cnn il presidente deposto dell'Honduras, Manuel Zelaya, da Tegucigalpa. Zelaya ha d'altra parte sottolineato di "non aver ancora contattato i ministri" del governo de facto di Roberto Micheletti. "Il dialogo è un processo, ora riceverò i rappresentanti della resistenza", ha aggiunto Zelaya, precisando di aver già sentito alcuni presidenti latinoamericani e che presto parlerà con il capo dello Stato brasiliano, Lula. Il presidente deposto honduregno ha d'altra parte annunciato che domani arriverà a Tegucigalpa il segretario generale dell'Organizzazione degli stati americani, José Miguel Insulza. Nel precisare di voler "contribuire in modo pacifico" al ritorno della democrazia nel paese, Zelaya ha ricordato le elezioni in programma il 29 novembre nello stato centroamericano: "Siamo stati proprio noi a convocare le elezioni, poi c'é stato il golpe. Tutti i miei ministri hanno ordini di cattura, io ne ho 27. Mi domando però come si potrà andare alle elezioni con trasparenza in queste condizioni, con la repressione in atto contro molti settori del paese". ATS
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