
Il presidente deposto dell'Honduras Manuel Zelaya, rifugiato nell'ambasciata brasiliana di Tegucigalpa dopo essere rientrato in Honduras lunedì, ha chiesto l'intervento del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) dopo aver denunciato il lancio di gas tossico da parte della polizia. Il gas, ha dichiarato, ha provocato malori fra le sessanta persone asserragliate nella sede diplomatica. "Circa sessanta persone respirano a fatica e alcuni vomitano sangue. Io stesso indosso una maschera e sento la gola secca - ha affermato Zelaya - Chiediamo l'intervento immediato di organismi come la Croce Rossa Internazionale". Un portavoce della polizia dell'Honduras ha categoricamente negato interventi con il gas, affermando che quello di Zelaya "é un messaggio falso, una strategia per attirare l'attenzione della comunità internazionale mentre è in corso la riunione dell'Assemblea generale dell'Onu". Un fotografo dell'agenzia di stampa francese Afp che si trova sul posto ha però confermato di avere visto alcune persone che vomitavano sangue senza saperne spiegare il motivo. ATS
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