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Estero
Honduras: decreto Micheletti, chiusi media pro-Zelaya
Redazione
17 anni fa

Giro di vite autoritario in Honduras, dove il governo golpista ha limitato per 45 giorni una serie di diritti chiave garantiti dalla Costituzione con un decreto subito seguito dalla chiusura di una radio e di una rete tv che sostengono il presidente deposto, Manuel Zelaya. La svolta decisa dal presidente de facto Roberto Micheletti giunge tre mesi dopo il colpo di stato che ha mandato in esilio Zelaya, il quale è rientrato in patria una settimana fa trovando rifugio presso l'ambasciata brasiliana di Tegucigalpa. Il decreto di Micheletti rappresenta, hanno rilevato diplomatici e analisti, l'imposizione di "uno stato d'assedio", mentre secondo Zelaya si tratta di "un atto di barbarie". Il provvedimento prevede non solo la chiusura dei media pro-Zelaya ma limita seriamente una serie di libertà fondamentali. Le autorità hanno d'altro lato già provveduto ad oscurare le emittenti Canal 36 e Radio Globo, che davano voce alle posizioni del fronte anti-golpista. Gli uffici dei due media sono stati chiusi all'alba, dopo un'irruzione di poliziotti e soldati. Se sul terreno la situazione resta quindi molto tesa, sul piano diplomatico la crisi honduregna appare sempre più complicata. Durante il fine settimana si è acuito lo scontro tra il Brasile e il regime de facto, che ha attaccato il governo di Lula per il fatto che Zelaya ha trovato protezione proprio nell'ambasciata brasiliana. Nelle ultime ore ci sono poi da segnalare i contrasti emersi tra lo stesso Brasile e gli Usa. ATS

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