
C'è attesa per il ritorno in Honduras di Manuel Zelaya, il presidente destituito con un golpe una settimana fa, che ieri sera ha confermato l'intenzione di rientrare oggi, sfidando la minaccia di un arresto immediato. Zelaya ha confermato il suo rientro a Washington, davanti all'Assemblea generale dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA), che ha formalmente escluso l'Honduras dall'organismo dopo che i militari golpisti e il presidente da loro designato, Roberto Micheletti, hanno ignorato l'ultimatum a reintegrare Zelaya come legittimo capo dello Stato. Zelaya dovrebbe arrivare in Honduras verso mezzogiorno ora locale (le 20 in Svizzera), secondo i suoi sostenitori, che ieri avevano marciato in migliaia fino all'aeroporto internazionale di Tegucigalpa con l'intenzione di assicurare un libero atterraggio del suo aereo, che attendevano già nella giornata. Il corteo è stato bloccato da un massiccio dispositivo militare che presidiava l'accesso dello scalo. Secondo un diplomatico straniero, l'aereo di Zelaya potrebbe però atterrare in una base americana a 80 km dalla capitale. Zelaya ha detto che sarà accompagnato da "diversi presidenti", fra cui l'argentina Cristina Kirchner, ed "esponenti della comunità internazionale". ATS
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