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Hezbollah: «Pronti ad un lungo scontro con Israele»
© KEYSTONE (AP Photo/Leo Correa)
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17 ore fa
«Esplosioni e fumo su Dubai, tremano gli edifici in centro» – «Forte esplosione in una piazza di Teheran dove sono previste manifestazioni» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
2 minuti fa
Vance: «I consigli dati a Trump sull'Iran? Sono cose riservate»

Il vicepresidente americano JD Vance si è rifiutato di fornire dettagli sui consigli dati al presidente Donald Trump sulla guerra con l'Iran, citando la natura riservata delle discussioni. Intervenendo a Rocky Mount, nella Carolina del Nord, Vance ha affermato che le conversazioni all'interno della Situation Room coinvolgono alti funzionari, tra cui il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il capo di Stato maggiore Congiunto Dan Caine e il segretario di Stato Marco Rubio.

«Mi dispiace deludervi, ma non ho intenzione di presentarmi qui, davanti a Dio e a tutti gli altri, per rivelarvi esattamente ciò che ho detto in quella sala riservata», ha detto Vance, secondo i media Usa. «In parte perché non voglio finire in prigione e in parte perché ritengo fondamentale che il presidente degli Stati Uniti possa dialogare con i suoi consiglieri senza che questi ultimi vadano poi a spifferare tutto ai media americani», ha aggiunto.

Vance, in seguito, ha aggiunto che la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei è rimasto ferito negli attacchi. «lo sappiamo per certo», ma non è ancora chiaro se le ferite siano state causate da un attacco Usa o da uno israeliano, sottolineando come la situazione interna all'Iran sia «estremamente caotica. Non conosciamo l'esatta entità dei danni, ma sappiamo che è rimasto ferito», ha aggiunto.

un'ora fa
Un attacco israeliano colpisce la base Unifil nel sud del Libano

«Proiettili» israeliani hanno colpito una base Unifil nel sud del Libano, secondo quanto riportato dai media statali. «Proiettili israeliani sono caduti all'interno del quartier generale del battaglione nepalese, nella città di Mays al-Jabal», ha riferito l'agenzia di stampa statale, riferendosi alla Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano. Unifil e l'esercito israeliano non hanno rilasciato commenti immediati sull'incidente.

un'ora fa
L'Ian valuta il transito da Hormuz pagando in yuan cinesi

L'Iran sta valutando la possibilità di consentire il transito di un numero limitato di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, a condizione che il carico di petrolio venga scambiato in yuan cinesi, secondo quanto riferito a Cnn da un alto funzionario iraniano.

Questa potenziale decisione arriva mentre la Repubblica Islamica sta lavorando a un nuovo piano per gestire il flusso di petroliere attraverso lo Stretto, ha aggiunto la fonte. Le preoccupazioni del mercato riguardo lo Stretto, un'arteria fondamentale per l'approvvigionamento energetico mondiale, hanno spinto i prezzi del petrolio al livello più alto da luglio 2022.

un'ora fa
Nuova serie di missili iraniani verso Israele

L'Iran ha lanciato una nuova salva di missili contro Israele, secondo quanto riportato dalla televisione di stato Irib nella tarda serata di venerdì. Allo stesso tempo, l'esercito israeliano ha dichiarato in un comunicato di aver identificato i missili lanciati dall'Iran. «I nostri sistemi di difesa sono operativi per intercettare la minaccia», ha affermato.

un'ora fa
L'Onu chiede di «lasciar passare gli aiuti umanitari dallo stretto di Hormuz»

Il capo delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite Tom Fletcher si è rivolto a «tutte le parti in conflitto» in Medio Oriente a lasciare passare «in tutta sicurezza» gli aiuti umanitari per lo Stretto di Hormuz. «Le catene di approvvigionamento umanitarie sono fragili. Quando le rotte chiudono e i costi salgono alle stelle, gli aiuti che possiamo fornire diminuiscono e quelli che ne hanno più bisogno sono i primi ad esserne privati», ha scritto in un comunicato. Secondo Fletcher, «milioni di persone sono in pericolo».

un'ora fa
Trump ha respinto l'offerta di Putin sull'uranio iraniano in Russia

Il presidente americano Donald Trump, nella sua telefonata avuta in settimana, ha respinto l'offerta del suo omologo Vladimir Putin di trasferire in Russia l'uranio arricchito dell'Iran, come parte di un accordo utile a finire alla guerra. Lo riporta Axios, secondo quanto appreso da alcune fonti. La messa in sicurezza di 450 chilogrammi di uranio arricchito al 60% in possesso dell'Iran è importante, in quanto si tratta di materiale fissile convertibile in uranio di grado militare nel giro di poche settimane e sufficiente per realizzare più di 10 ordigni nucleari.

In teoria, l'offerta di Putin potrebbe contribuire a facilitare la rimozione delle scorte nucleari iraniane senza la necessità di un intervento militare terrestre da parte degli Stati Uniti o di Israele. La Russia, già potenza atomica, ha custodito in passato l'uranio a basso arricchimento dell'Iran nel quadro dell'accordo sul nucleare del 2015.

Durante la telefonata di lunedì, Putin ha avanzato diverse idee per chiudere la guerra tra Stati Uniti e Iran. «Non è la prima volta che tale proposta viene avanzata. Non è stata accettata. La posizione degli Stati Uniti è che dobbiamo avere la certezza che l'uranio sia messo in sicurezza», ha detto ad Axios un funzionario americano.

Nell'ultimo ciclo di colloqui svoltosi prima della guerra, l'Iran aveva respinto l'idea del trasferimento, proponendo invece di diluire l'uranio all'interno delle proprie strutture, sotto la supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) dell'Onu.

Stati Uniti e Israele hanno discusso l'invio di forze speciali in Iran per mettere in sicurezza le scorte nucleari in una fase successiva del conflitto, come riportato da Axios. Il segretario della Difesa Pete Hegseth, nel corso di un briefing, ha affermato oggi che gli Stati Uniti «dispongono di una serie di opzioni» per assumere il controllo dell'uranio altamente arricchito dell'Iran, inclusa la consegna volontaria che gli Stati Uniti «accoglierebbero con favore».

un'ora fa
Emirati, la polizia arresta 45 persone per «disinformazione sugli attacchi»

La polizia della capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi, ha arrestato 45 persone, tra cui stranieri, per «diffusione di disinformazione, riprese video e condivisione di immagini di eventi» durante gli attacchi iraniani sul Golfo. «Il Dipartimento investigativo criminale della Polizia di Abu Dhabi ha arrestato 45 individui di varie nazionalità per aver filmato diverse località durante gli eventi in corso e aver pubblicato i video sulle piattaforme dei social media», ha affermato la polizia. «Sono stati anche accusati di diffondere informazioni inaccurate e fuorvianti, che potrebbero incitare l'opinione pubblica e diffondere voci all'interno della comunità», hanno aggiunto.

3 ore fa
Un gruppo d'attacco statunitense è verso l'Iran: C'è l'ipotesi di un assalto all'isola Kharg

Sono 2.200 i soldati della 31esima Unità di spedizione dei marine diretti in Medio Oriente, nell'ambito della guerra all'Iran. Lo riporta l'emittente televisiva statunitense ABC News, secondo cui sono state mobilitate anche le unità USS Tripoli, USS San Diego e USS New Orleans, navi di assalto e da trasporto anfibio.

La nuova forza è accompagnata da circa 20 caccia di quinta generazione F-35B Lightning II, capaci di decollo e atterraggio verticale. C'è la probabilità che il gruppo d'attacco possa essere destinato a una operazione per la conquista dell'isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, da cui transitano circa l'80% delle esportazioni petrolifere di Teheran.

3 ore fa
Hezbollah: «Pronti ad un lungo scontro con Israele»

Il leader dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che il suo gruppo è pronto a un lungo scontro con Israele, mentre le due parti combattono un'altra guerra in Libano.

"Ci siamo preparati per un lungo scontro e, a Dio piacendo, loro (gli israeliani) saranno colti di sorpresa sul campo di battaglia", ha affermato Qassem in un discorso televisivo, aggiungendo che "le minacce del nemico non ci spaventano". "Questa è una battaglia esistenziale, non una battaglia limitata o semplice".

5 ore fa
Israele ha chiuso anche il valico di Kerem Shalom

Israele, oltre a tenere chiuso il valico di Rafah tra Egitto e Gaza dal primo giorno della guerra contro l'Iran, ha bloccato oggi anche i valichi di Kerem Abu Salem e Al Awja, impedendo così la consegna di aiuti umanitari nella Striscia. Lo rivelano fonti egiziane.

Le autorità del Cairo hanno tenuto aperto il valico di Rafah sul lato egiziano mantenendo attivo il meccanismo per ricevere feriti e malati dall'enclave palestinese da ricoverare negli ospedali egiziani. Tuttavia, a causa della chiusura decisa da Israele, da tempo i canali sanitari sono bloccati, e da oggi anche le consegne di aiuti umanitari.

5 ore fa
Il Pentagono muove 5.000 marine e navi verso Golfo Persico

Il Pentagono sta spostando circa 5.000 marine e navi da guerra in Medio Oriente, hanno riferito tre funzionari al quotidiano newyorkese The Wall Street Journal.

Secondo quanto da loro riferito, il segretario alla guerra Pete Hegseth ha approvato una richiesta del comando militare statunitense per il Medio Oriente (Centcom) di dispiegare, in particolare, la USS Tripoli, nave portaelicotteri d'assalto, che era di stanza in Giappone, e i suoi marine.

6 ore fa
L'Iran permette a due navi indiane di passare da Hormuz

«L'Iran ha permesso a due navi cisterna per gas di petrolio liquefatto (Gpl) battenti bandiera indiana di attraversare lo Stretto di Hormuz», scrive l'agenzia di stampa britannica Reuters sul proprio sito web citando «quattro fonti a conoscenza diretta della questione».

«Separatamente, una petroliera dovrebbe arrivare in India sabato con a bordo petrolio saudita dopo aver attraversato lo Stretto intorno al primo marzo», scrive sempre Reuters citando due fonti e i dati di Lloyd's List Intelligence, una società specializzata in dati e analisi nel settore marittimo.

6 ore fa
Sono ancora 1750 gli svizzeri bloccati in Medio oriente

A quasi due settimane dallo scoppio delle ostilità nel Medio Oriente, oggi risultano poco più di 1.750 concittadini svizzeri bloccati nella regione che hanno espresso la loro volontà di fare ritorno a casa tramite l'app Travel Admin della Confederazione.

Secondo gli ultimi dati del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), la maggior parte di essi - 1.000 persone - si trova negli Emirati Arabi Uniti. Seguono poi Oman (230), Qatar (170), Israele (120) e Libano (60). I restanti (circa 200 persone) sono sparpagliati nella regione, principalmente tra Arabia Saudita, Kuwait, Giordania, Iraq e Territori palestinesi occupati.

Ieri i servizi di Ignazio Cassis avevano parlato di 1.900 persone che hanno richiesto assistenza tramite l'applicazione.

Il DFAE continua a monitorare attentamente la situazione nella regione e raccomanda a tutti i viaggiatori svizzeri di registrarsi sull'app Travel Admin per facilitare eventuali interventi di assistenza consolare. La situazione rimane fluida, con un calo progressivo del numero di registrati grazie alle partenze autonome o assistite.

6 ore fa
Trump a Kiev: «Non abbiamo bisogno di voi contro l'Iran»

Il presidente statunitense Donald Trump ha respinto l'offerta dell'Ucraina di aiutare gli USA a difendersi dai droni iraniani nella guerra in corso nel Golfo Persico. «No, non abbiamo bisogno del loro aiuto per difenderci dai droni», ha dichiarato in un'intervista all'emittente televisiva Fox News.

7 ore fa
Trump: «Putin sta aiutando un po' l'Iran»

Il presidente russo Vladimir Putin sta aiutando l'Iran «un pochino» nella guerra, ha detto il presidente degli USA Donald Trump in un'intervista all'emittente televisiva Fox News. «Credo che li stia aiutando un pochino. E probabilmente lui pensa che noi stiamo aiutando l'Ucraina, giusto?», ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca.

7 ore fa
Pezeshkian: «USA e Israele vogliono disintegrare l'Iran»

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha accusato Israele e gli Stati Uniti di cercare di «disintegrare» l'Iran. «L'America e il regime sionista perseguono intenzioni e obiettivi sinistri mirati a indebolire l'Iran e i principali paesi islamici», ha detto Pezeshkian durante una telefonata con l'omologo egiziano Abdel Fattah al-Sissi, secondo quanto riporta la presidenza iraniana.

Pezeshkian, secondo quanto indicano i media della Repubblica islamica, ha partecipato oggi alle manifestazione per la Giornata di Al Quds a Teheran, cui hanno preso parte anche diversi alti dirigenti del paese: nelle immagini si vedono il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana Mohammad Eslami, il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale Ali Larijani, il comandante di polizia Ahmad-Reza Radan e il capo dell'Organizzazione giudiziaria delle forze armate Ahmadreza Pourkhaghan.

7 ore fa
Turchia: «Una nave ha attraversato Hormuz con l'ok dell'Iran»

Una nave di proprietà di un armatore turco ha attraversato lo Stretto di Hormuz «con l'autorizzazione dell'Iran», ha indicato il ministro dei trasporti turco Abdulkadir Uraloglu, citato dai media turchi.

«Siamo riusciti a far passare una nave dopo aver ottenuto l'autorizzazione dalle autorità iraniane, poiché utilizzava un porto iraniano», ha dichiarato il ministro ai giornalisti.

Lo Stretto di Hormuz è il braccio di mare, lungo circa 60 chilometri e largo 30, che separa l'Iran, a nord, dalla penisola di Musandam, exclave dell'Oman circondata dal territorio degli Emirati Arabi Uniti, a sud. È un punto di grandissima importanza strategica poiché qui in tempi normali transita circa un quarto della produzione mondiale di petrolio. L'Iran, in risposta all'attacco israelo-statunitense di due settimane fa, lo ha bloccato. La misura ha avuto un impatto enorme sul mercato energetico globale.

8 ore fa
Morti i 6 militari sull'aereo cisterna schiantatosi in Iraq

"È stata confermata la morte di tutti e sei i membri dell'equipaggio a bordo di un aereo cisterna C-135, precipitato nell'Iraq occidentale", scrive sulle reti sociali il comando militare statunitense per il Medio Oriente, Centcom, precisando che "le circostanze dell'incidente sono oggetto di indagine (...). La perdita del velivolo non è stata causata da fuoco nemico o fuoco amico".

8 ore fa
Trump: «Le navi in attesa vicino allo Stretto di Hormuz dovrebbero avere il fegato di attraversarlo»

Le navi mercantili in attesa vicino allo Stretto di Hormuz dovrebbero «avere il fegato di attraversarlo» («Vessels should show some guts») , ha affermato il presidente statunitense Donald Trump in un'intervista all'emittente televisiva Fox News domenica, ma questo contenuto è venuto fuori soltanto oggi, dopo che diverse imbarcazioni sono state attaccate da Teheran.

Diversi oppositori di Trump e rappresentanti del Partito democratico hanno criticato il commento accusando l'inquilino della Casa Bianca di sottovalutare i rischi della guerra.

Lo Stretto di Hormuz è il braccio di mare, lungo circa 60 chilometri e largo 30, che separa l'Iran, a nord, dalla penisola di Musandam, exclave dell'Oman circondata dal territorio degli Emirati Arabi Uniti, a sud. È un punto di grandissima importanza strategica poiché qui in tempi normali transita circa un quarto della produzione mondiale di petrolio. L'Iran, in risposta all'attacco israelo-statunitense di due settimane fa, lo ha bloccato. La misura ha avuto un impatto enorme sul mercato energetico globale.

9 ore fa
«16 navi commerciali attaccate nel Golfo Persico»

Almeno 16 petroliere, cargo e altre navi commerciali sono state attaccate nel Golfo Persico dall'inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo rivela un'analisi del New York Times basata su dati del settore marittimo comunicati delle compagnie e monitoraggi satellitari.

Teheran ha rivendicato la responsabilità di diversi di questi attacchi, e nelle ultime ore due petroliere irachene sono state viste in fiamme al largo della costa, mentre gli attacchi reciproci si concentrano sempre più sulle infrastrutture energetiche.

Il traffico nello Stretto di Hormuz, da cui normalmente passa circa un quinto del petrolio mondiale, si è quasi fermato: prima del conflitto transitavano circa 80 navi al giorno, ora appena una o due riescono a attraversarlo, alimentando forti timori per i mercati energetici globali.

Ieri, l'Agenzia Internazionale dell'Energia ha avvertito che la guerra ha causato «la più grande interruzione nella storia delle forniture del mercato petrolifero globale».

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