
Il bilancio delle vittime dell'incendio che ha quasi raso al suolo una cittadina dell'isola di Maui ha superato i 100 morti. Lo ha annunciato il governatore dell'arcipelago americano delle Hawaii, Josh Green. "Ora sono 101 le vite che sono state perse", ha detto Green in un discorso televisivo aggiungendo che i soccorritori hanno finora battuto poco più di un quarto dell'area di ricerca che devono coprire.
L'incendio più mortale
Si tratta dell'incendio più mortale in più di un secolo negli Stati Uniti. La città di Lahaina, sulla costa occidentale di Maui, è stata quasi interamente avvolta dalle fiamme: migliaia di edifici sono stati distrutti e molti ridotti a un semplice cumulo di ceneri. Nell'ex capitale del regno delle Hawaii, che contava 12'000 abitanti, le autorità hanno già avvertito che il bilancio umano dei roghi potrebbe aumentare ancora considerevolmente nei prossimi giorni. I parenti delle persone disperse vengono incoraggiate a sottoporsi al test del DNA per aiutare a identificare i cadaveri, che spesso sono irriconoscibili.
I roghi favoriti da piante invasive non autoctone
Stando al New York Times i devastanti incendi sono stati favoriti dalla diffusione di piante invasive non autoctone provenienti dall'Africa e usate come foraggio per il bestiame, dopo la chiusura negli anni scorsi delle piantagioni di canna da zucchero (l'ultima nel 2016). Alcune varietà - come la 'guinea', la 'molasses' e la 'buffel grass' - sono altamente infiammabili: crescono rapidamente quando piove e resistono alla siccità quando le terre sono aride. Ora occupano quasi un quarto delle Hawaii.
Le difficoltà dei pompieri
Lo stesso giornale ha inoltre riferito delle difficoltà incontrate dai pompieri nel fronteggiare i roghi sull'arcipelago, come la presenza di idranti privi di acqua. Una denuncia che alimenterà ulteriormente le polemiche sulla mancata prevenzione e sulla cattiva gestione dell'emergenza, che hanno portato all'apertura di un'inchiesta ufficiale. Sotto accusa in particolare la mancata attivazione del sistema di allarme, il più grande del mondo, con 400 sirene (di cui 80 a Maui) rimaste in silenzio mentre il fuoco avanzava in modo rapido e feroce. Non sono arrivati neppure gli sms di allerta perché è crollata la copertura telefonica e molti hanno saputo degli incendi dalla gente in fuga o dalla comparsa improvvisa delle fiamme a due passi da casa.

