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Haiti: Onu, soccorsi si concentrano su assistenza sfollati
Redazione
17 anni fa

A dieci giorni dalla spaventosa scossa che ha quasi cancellato Port-au-Prince - ma anche molti piccoli centri dell'interno - non ci sono più speranze di trovare ancora sopravvissuti sotto le macerie della capitale e per questo l'Onu ha deciso di spostare il focus dell'azione delle sue squadre di soccorritori dalla ricerca di superstiti all'aiuto alla popolazione. Ora le squadre con attrezzature leggere - quelle che materialmente hanno lavorato sotto le macerie - lasceranno il passo a gru e ruspe. Un segnale inequivocabile che, per l'Onu, è arrivato il momento sempre temuto dai parenti dei dispersi, quando cioè si pensa solo a chi è sopravvissuto non avendo più speranze di trovare persone vive sotto quello che resta di case, alberghi, supermercati, palazzi. Sino ad oggi, comunque, le 43 squadre di esperti, provenienti da tutto il mondo, che ininterrottamente hanno lavorato a Port-au-Prince, hanno ottenuto risultati assolutamente stupefacenti, riuscendo a estrarre dalle macerie 121 persone vive. Un record per eventi del genere, sottolineano da Ginevra gli uomini del Bureau di coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite, l'Ocha, che, dal momento della prima, devastante scossa che ha sbriciolato le case della capitale haitiana sono, ininterrottamente, a lavoro. Ma da Ginevra puntualizzano che l'ultima decisione se proseguire o meno le ricerche di eventuali sopravvissuti spetta solo al governo di Haiti, che al momento non si è espresso. ATS

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