
A cinque giorni dal terribile sisma che ha colpito Haiti, l'aiuto svizzero comincia ad arrivare alle vittime. Una decina di medici elvetici possono infatti operare dall'ospedale universitario di Port-au-Prince. Inoltre, 160 dei circa 200 svizzeri che dovrebbero trovarsi nel paese caraibico sono stati contattati dal Dipartimento federale degli affari esteri. Tre di loro sono feriti. Malgrado le difficoltà logistiche, la Confederazione è riuscita a far arrivare nelle zone sinistrate 30 tonnellate di materiale destinate a 10-15'000 persone. Oggi è cominciata la distribuzione alla popolazione, ha indicato oggi in una conferenza stampa a Berna il responsabile aggiunto della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), Toni Frisch. Si tratta in particolare di kit di soccorso, di materiale medico, nonché di medicinali, di rifugi, di zanzariere e di generatori. Un altro aereo partirà domani dalla Svizzera. Complessivamente, 45 specialisti sono ormai attivi nella zona di crisi, di cui 31 a Port-au-Prince. Dovrebbero essere una cinquantina la settimana prossima. Oltre al personale medico, esperti si adoperano per ripristinare la rete della più grande impresa di distribuzione di acqua potabile. "Abbiamo potuto stabilire un contatto con i nostri partner sul posto, fra cui le Nazioni Unite", ha aggiunto Frisch. "L'ONU sta vagliando la possibilità di mettere a disposizione campi per le persone senza tetto, ai quali potremmo destinare i nostri specialisti", ha proseguito. ATS
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