
E' finita con un bagno di sangue nello stadio della capitale della Guinea, denominato '28 settembre', una manifestazione non autorizzata dell'opposizione, organizzata per protestare contro la giunta militare salita al potere nove mesi fa con un colpo di stato. Nel corso della giornata migliaia di persone si erano radunate nello stadio di Conakry nonostante l'imponente dispiegamento di soldati e poliziotti, per contestare la ventilata candidatura alle presidenziali di gennaio del capo della giunta militare, il capitano Moussa Dadis Camara, leader dei golpisti al potere dal 23 dicembre 2008. E qui l'esercito è intervenuto in forze, ha sparato ad altezza d'uomo, ha ucciso decine di persone e ne ha ferite un numero imprecisato. La tensione era alta fin dalla mattina quando le forze di sicurezza avevano preso posizione a tutti i maggiori incroci stradali della capitale, con auto della polizia e veicoli militari. Chiusi i distributori di benzina, sbarrati la maggior parte dei negozi. Gli oppositori, a centinaia, erano arrivati lo stesso e neanche l'intervento brutale dei militari con lacrimogeni e manganelli era riuscito a disperderli. A poco a poco lo stadio, capace di 25.000 posti, aveva cominciato a riempirsi fino a quando la gente aveva gremito anche il prato. A questo punto, secondo testimoni e personale di Organizzazioni non governative (Ong), sono cominciati i colpi d'arma da fuoco. Nelle ore successive al Centro ospedaliero universitario di Donka, il più grande nosocomio di Conakry, hanno cominciato ad essere portati morti e feriti. "E' una macelleria... Un massacro... Ci sono decine di cadaveri", ha detto un medico al telefono. Difficile avere cifre certe. Ma a Donka sono stati contati 58 corpi di persone uccise, la maggior parte a colpi d'arma da fuoco, e secondo la Croce Rossa molti altri vengono dirottati dai soldati nella caserma di Alpha Yaya Diallo, sede della giunta, "e non all'obitorio, per una precisa volontà di nascondere i corpi delle vittime". Da un altro ospedale, l'Ignace Dean, sarebbero stati portati via "decine di cadaveri" da un camion militare la cui destinazione é rimasta sconosciuta. La giunta aveva vietato la manifestazione ufficialmente per non turbare l'ordine pubblico a pochi giorni dalla festa dell'indipendenza, il 2 ottobre. Ma "le forze vitali" del Paese (partiti, sindacati e società civile) non l'avevano annullata, forti dell'appoggio della comunitàinternazionale che sta facendo pressioni su Camara affinché rispetti l'impegno a non candidarsi alle presidenziali e lasci il potere ai civili. L'intenzione dei militari oggi è apparsa più che evidente. Tra le decine di feriti e arrestati vi sono anche due leader dell'opposizione: Cellou Dalein Diallo, capo dell'Unione delle forze democratiche della Guinea e candidato alle presidenziali, e Sidya Touré, capo dell'Unione delle forze repubblicane. ATS
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