
Il presidente della Guinea Bissau, Joao Bernardo Vieira, al potere per quasi 23 anni, è stato assassinato la scorsa notte da alcuni militari che hanno assalito la sua residenza in quella che appare come una vendetta per la morte, ieri sera, del capo di stato maggiore delle forze armate in un attentato. Ieri sera il capo di stato maggiore interforze, gen. Tagmé Na Waié, è rimasto ucciso in un attentato dinamitardo mentre si trovava nel quartier generale dell'esercito. Non è chiaro chi abbia compiuto l'attentato in questa piccola, poverissima ex colonia portoghese dell'Africa occidentale spesso al centro di colpi di Stato e ora scossa da attriti fra presidenza ed esercito. Il Paese è noto anche come centro di smistamento del traffico di cocaina sudamericana verso l'Europa. A dare conferma dell'uccisione del presidente Vieira è stato stamani un alto responsabile militare: "Il presidente Vieira - ha dichiarato il capitano di fregata Zamora Induta - è stato ucciso dall'esercito stamani verso le 04:00 locali (le 05:00 svizzere) nel momento in cui tentava di fuggire dalla sua residenza attaccata da un gruppo di militari vicini al capo di stato maggiore Tagmé Na Waié". Il militare ha definito Vieira "uno dei principali responsabili della morte di Tagmé", aggiungendo che è stato "falciato dalle pallottole sparate dai militari". Numerosi testimoni avevano parlato di "spari, raffiche ed esplosioni di razzi rpg" durante la notte per le vie di Bissau. Stamani l'uccisione del presidente Vieira è stata condannata dall'Unione africana (Ua), per bocca del presidente della commissione, Jean Ping. Vieira, 69 anni, era stato rieletto presidente della Guinea Bissau nel 2005, sei anni dopo la fine della guerra civile del 1998-99 che l'aveva cacciato dal potere. ATS
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