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Guerra in Ucraina, tre anni dopo l'invasione quanto è verosimile una tregua?
© Shutterstock
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2 anni fa
Nel terzo anniversario dall'inizio dell'attacco russo all'Ucraina, Ticinonews ha raccolto i pareri divergenti di Luigi Geninazzi e Nello Scavo, due giornalisti conoscitori della realtà esteuropea.

Il 24 febbraio 2022 iniziava su larga scala l'invasione russa dell'Ucraina. A tre anni di distanza, le giornate che stiamo vivendo sembrano decisive per la risoluzione del conflitto. Raggiunto da Ticinonews, Luigi Geninazzi, giornalista conoscitore della realtà dell'Europa dell'Est, evidenzia però un aspetto che a suo avviso non può essere sottovalutato. "Putin non intende fermarsi: negli ultimi giorni ha addirittura affermato di sentirsi in missione per conto di Dio. C'è poi un altro problema", prosegue Geninazzi. "Con Trump, la variabile internazionale è diventata un ciclone che ha cambiato le carte in tavola. Secondo me, quindi, la tregua non solo non è più vicina, ma è più lontana".

Vincente o perdente?

Anche il giornalista di Avvenire Nello Scavo, che intervistiamo in diretta da Kiev, sottolinea l'importanza delle azioni del presidente Usa per la prosecuzione della guerra o per un suo stop. "Per effetto dell'atteggiamento di Trump, in queste ore Putin si sente più forte. Paradossalmente, questo potrebbe consentirgli di offrire la tregua senza risultare un perdente". In effetti, ricorda Scavo, "la guerra era cominciata con l'attacco su Kiev e con il tentativo di assediarla: l'obiettivo era infatti la conquista dell'intero paese, ma è stato mancato. In questi tre anni, Putin ha provato a fare digerire questo fallimento alla sua opinione pubblica, ma al prezzo di centinaia di migliaia di vite di soldati russi".

Stallo

Lo scenario bellico impone delle riflessioni a entrambe le parti. Dopo le operazioni dei primi mesi di guerra, il conflitto sembra essersi sostanzialmente cristallizzato. "Se guardiamo alla realtà sul campo, la situazione non è molto cambiata rispetto a tre anni fa", rileva Luigi Geninazzi. "Nel 2024, la Russia è avanzata di circa  4'000 km2: di questo passo, l'obiettivo di conquistare l'intera Ucraina - ammesso che questo esista davvero - sarà raggiunto tra 30 anni. La situazione è di stallo e quindi realisticamente la possibilità di una tregua si pone, ma questa può venire offerta solo dall'aggressore. Putin però non intende fermarsi".

Le armi nordcoreane

C'è tuttavia un fattore, secondo Nello Scavo, che potrebbe spingere il presidente russo a chiedere una tregua. "Per la Russia, la guerra dipende moltissimo dalle forniture di armi iraniane (in questo conflitto, tutti i droni russi sono di fabbricazione iraniana) e nordcoreane. La Corea del Nord sta però attingendo alle sue riserve e molto probabilmente dovrà rallentare le sue consegne alla Russia. In questo momento, quindi, Putin potrebbe valutare di chiedere la tregua, anche perché Trump gli sta fornendo delle condizioni che non sono quelle che si proporrebbero a chi la guerra l'ha persa". Il rischio è però "che la tregua possa essere utilizzata per riorganizzare le forze e provare dunque a dare qualche altra 'spallata', non solo all'Ucraina".