
“Un nuovo ciclo di trattative è in arrivo, perché cerchiamo la pace”. Il 33esimo giorno di guerra inizia con queste parole di un videomessaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Il prossimo round di negoziati tra russi e ucraini è fissato per domani a Istanbul, a partire dalle 9, ma le premesse non fanno ben sperare. Il clima si preannuncia teso dopo che le dichiarazioni di Joe Biden a Varsavia hanno scatenato la prevedibile ira di Mosca. Biden ha infatti definito Putin un “macellaio” e un “tiranno che non può restare al potere”. Frasi che probabilmente in molti condividono, ma che se pronunciate dal presidente degli Stati Uniti hanno l’effetto di una miccia. Diversi paesi hanno preso le distanze: Regno Unito, Turchia e pubblicamente la Francia.
“Evitiamo un’escalation anche nelle parole”
Il presidente Emmanuel Macron – intervistato su France 3 – ha precisato che non avrebbe usato quel genere di espressione, perché bisogna evitare l’escalation anche nelle parole. La stessa Casa Bianca ha corretto il tiro, spiegando che non c’è nessuna strategia per un cambio di regime in Russia. Invita a smorzare i toni anche la Cina, pedina strategica e criptica per le sue relazioni con la Russia. Il responsabile Esteri Wang Wenbin vede “il dialogo e la negoziazione” come “l’unico modo corretto per risolvere la questione ucraina”.
G7 risponde picche a pagamento gas in rubli
Intanto i Paesi del G7 hanno respinto la richiesta di Mosca di pagare il gas russo in rubli, spiegando che si tratta di una chiara violazione unilaterale dei contratti esistenti. La replica è arrivata dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: “Di sicuro non forniremo gas gratuitamente”.
Si allenta la morsa russa su Kiev
Il conflitto sul campo prosegue con tutta la sua forza anche se, secondo l’esercito ucraino, la Russia sta ritirando le truppe che circondavano Kiev dopo avere subito perdite significative. Pesanti combattimenti invece sono proseguiti per tutta la giornata nelle regioni di Donetsk e Lugansk. Secondo il portavoce della Difesa ucraino Oleksandr Motuzyanyk, a differenza di altre zone operative, la Russia non smette di provare a guadagnare terreno nelle due regioni di Donetsk e Lugansk.
Irpin liberata
Chiudiamo con le parole del sindaco di Irpin, la località che abbiamo imparato a conoscere per le drammatiche immagini della popolazione che fuggiva attraversando il fiume. Il sindaco Alexander Markushin, che negli scorsi giorni diceva di essere inseguito dai droni russi e di essere scampato già a tre tentativi di assassinio, oggi ha lanciato un messaggio di speranza per l’Ucraina, annunciando la liberazione della sua città: “La nostra Irpin è stata liberata dal male di Mosca! Gloria all’Ucraina. Gloria ai suoi difensori! Memoria eterna agli Eroi caduti!”
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