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Conflitti
Guerra in Medio Oriente, «Siamo a un punto di non ritorno»
Red.Online
3 ore fa
Claudio Bertolotti, direttore di START InSight e docente e ricercatore associato ISPI (Istituto di Studi Politici Internazionali) commenta l'operazione «Epic Fury» e quanto sta accadendo in Medio Oriente

«Avevamo preventivato quattro-cinque settimane ma abbiamo la capacità di andare oltre». Il riferimento è all'Operazione «Epic Fury», l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran iniziato sabato 28 febbraio. «Di fatto possiamo parlare di un punto di non ritorno», spiega a Ticinonews Claudio Bertolotti, direttore di START InSight e docente e ricercatore associato ISPI (Istituto di Studi Politici Internazionali). L'obiettivo, continua, «è una caduta del regime e un cambio di passo e di responsabilità della leadership iraniana».

«La più grande operazione aeronavale della storia recente»

L'operazione condotta da Stati Uniti e Israele «è sintetizzabile come la più grande operazione aeronavale della storia più recente, dalla guerra del golfo in poi, con una capacità di distruggere le difese iraniane che ormai ha raggiunto il 90% delle infrastrutture militari di difesa aerea». E quanto accadrà nei prossimi giorni «non determinerà solo l'esito del conflitto, ma anche il futuro dello stesso Iran e dell'assetto medio orientale».

«Si sta realizzando l'ipotesi del conflitto allargato»

In Medio Oriente «si vuole eliminare la minaccia esistenziale per Israele, ovvero l'Iran, anche perché l'obiettivo di Teheran è proprio quello di distruggerlo e di farlo in maniera indiretta: con l'aiuto degli alleati regionali, tra cui Hezbollah e gli Houthi». Contemporaneamente, però, «si vuole imporre un cambio degli equilibri, anche grazie a un allineamento dell'Iran alla visione statunitense e saudita a livello regionale». Questo, aggiunge Bertolotti, «vedrà uno scenario con l'Iran più vicino alla visione occidentale del Medio Oriente che passerà da una forma di negoziazione con chi deterrà il potere in Iran. Qui lo sguardo va ai Pasdaran». Di fatto, al momento, il conflitto si è allargato, coinvolgendo diversi paesi. «Si sta realizzando l'ipotesi del conflitto allargato ovvero l'escalation orizzontale prevista dalla strategia militare israeliana che prevede di sconfiggere tutti gli elementi ostili a Israele».

 

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