
Gli Usa si impegnano a dare compensazioni ai paesi europei che saranno disponibili ad accogliere ex detenuti del carcere di Guantanamo: è questo uno dei punti in discussione tra Ue e Stati Uniti che dovrebbe portare ad una dichiarazione congiunta sulla prigione speciale che Barack Obama intende chiudere entro il gennaio del 2010. Oggi la questione è stata affrontata dal Coreper, il Comitato tra i 27 ambasciatori presso la Ue. "È stata una discussione preliminare", riferiscono fonti europee, "in vista del consiglio giustizia e interni del 4-5 giugno, che dovrebbe definire il quadro comune europeo per l'accoglienza degli ex detenuti, e di quello esteri del 15 giugno, che è la sede per una decisione sulla dichiarazione congiunta con gli Usa". La road map per definire l'impegno della Ue nella chiusura di Guantanamo procede in modo parallelo su due binari, spiegano le fonti. Il primo riguarda la necessità di un quadro comune tra i 27 che impegna i paesi che accetteranno di accogliere ex detenuti ad uno scambio di informazione, sia preventivo che successivo, con i partner. La questione sarà al centro del confronto tra i ministri della giustizia della Ue. Ci sono ancora problemi da superare, in particolare con l'Austria e la Germania. Vienna, in particolare, vorrebbe esplicitare nel quadro comune l'impossibilità per gli ex detenuti accolti di muoversi liberamente nell'area Schengen. Ma considerato che gli ex prigionieri che saranno accolti in Europa saranno solo persone riconosciute innocenti dalla giustizia, se si mettesse nero su bianco un impedimento alla loro libera circolazione - rilevano le fonti - si commetterebbe una violazione dei loro diritti. Il secondo aspetto in discussione - oggetto di una video conferenza oggi con la controparte Usa - riguarda i contenuti della dichiarazione congiunta, nella quale, oltre a precisare che i detenuti inviati in Europa non devono avere rilievi penali, si dovrebbe chiarire che la responsabilità della chiusura di Guantanamo è soprattutto degli Usa e che gli Usa agiranno nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo. Due i punti della bozza di dichiarazione che devono ancora essere chiariti con gli americani: il tipo di compensazioni che saranno date ai paesi cooperanti; l'impegno degli Usa ad accettare detenuti. La questione sarà oggetto di discussione del consiglio esteri del 15 giugno prossimo, ma non è certo che il documento sarà finalizzato in quella data. Alcuni paesi, tra cui Olanda, Belgio, Grecia e, soprattutto, Germania chiedono ai partner prudenza. Altri, tra cui Italia, Francia, Spagna e Gran Bretagna, insistono invece per tempi brevi. La dichiarazione congiunta è stata chiesta - precisano le fonti - dagli Usa durante la visita a Washington del commissario Ue alla giustizia Jaques Barrot nel marzo scorso. ATS
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