Cerca e trova immobili
Estero
Guantanamo: via libera Ue e Berna a scambio informazioni Schengen
Redazione
17 anni fa

I ministri dell'interno dell'Unione europea hanno trovato un accordo sull'istituzione di un sistema di scambio di informazioni fra paesi Ue e aderenti allo spazio Schengen nel caso di accettazione di ex detenuti di Guantanamo. In base all'intesa, uno stato che decide di accogliere un ex detenuto della base militare Usa è tenuto ad informare in merito tutti gli altri paesi dell'Ue e i tre - Svizzera, Islanda e Norvegia - che fanno parte dello spazio Schengen: dovranno essere così condivisi i dossier informativi ottenuti dagli Usa. Questa posizione è sostenuta anche dalla Confederazione, ha spiegato la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf in un incontro con i media al termine dei lavori nel Granducato. Secondo la ministra di giustizia elvetica, è importante che i dati sulle persone in questione possano circolare fra i paesi dello spazio di Schengen. Come noto Berna sta valutando la possibilità di ospitare ex prigionieri della base americana sull'isola di Cuba. "Intendiamo partecipare allo sforzo accogliendo uno o due ex detenuti: la questione è al vaglio di un gruppo interdipartimentale che sta esaminando i dossier delle persone interessate", ha spiegato la consigliera federale Micheline Calmy-Rey in un'intervista pubblicata da Swissinfo. "Guantanamo è una triste realtà. È quindi logico che la comunità internazionale si mobiliti per far sì che questo carcere sparisca", afferma la ministra degli esteri ribadendo una posizione già espressa in passato. L'accordo sottoscritto oggi a Lussemburgo - che si applica esplicitamente solo agli ex detenuti che hanno ottenuto il via libera al rilascio, cioè "cleared for release" - rende anche possibile per uno stato di limitare la permanenza delle persone in questione sul suo territorio nazionale, concedendo, ad esempio, un visto limitato. Sarà inoltre possibile essere contrari all'arrivo sul proprio territorio di un detenuto accolto da un'altra nazione. Soddisfazione per il passo intrapreso è stata espressa dal vicepresidente della Commissione Ue Jacques Barrot, secondo cui l'intesa rafforza "la fiducia reciproca" fra le nazioni, nel quadro delle norme sullo spazio di libero movimento. "Se ad ogni stato spetta la decisione sovrana di accettare o meno ex detenuti, l'Ue deve fissare il quadro nel quale questa accoglienza avviene", ha indicato Barrot, sottolineando che "tutti gli stati che aderiscono allo spazio Schengen devono essere informati dei provvedimenti presi dagli altri paesi membri". "La decisione del presidente Usa Barack Obama di chiudere il centro di detenzione di Guantanamo nel gennaio 2010 risponde ad una richiesta europea di lunga data. Questa iniziativa coraggiosa contribuirà a ristabilire lo stato di diritto e il rispetto delle norme internazionali in materia di diritti dell'uomo", ha sottolineato Barrot. La riunione a Lussemburgo ha permesso inoltre di fare il punto sullo stato dei lavori riguardo alla creazione della banca dati SIS II, che non sta rispettando i tempi previsti a causa di problemi tecnici. Il nuovo strumento sarà operativo non prima della fine del 2011 e diversi stati, fra cui la Svizzera, vogliono poter disporre di una versione alternativa della banca dati (denominata SIS I plus) nel caso in cui dovessero subentrare ulteriori ritardi. I ministri si sono accordati su uno sviluppo di SIS I plus nell'eventualità che due test sull'avanzamento di SIS II, da effettuare nell'autunno 2009 e nell'autunno 2010, diano esito negativo. Per quanto riguarda il visto di Schengen, si parla sempre di una sua introduzione per il 21 dicembre 2009: tempi realistici se le Camere federali, chiamate a legiferare d'urgenza, si manterranno al passo, ha assicurato Widmer-Schlumpf. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata