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Estero
Guantanamo: USA cercarono di indurre a silenzio ex detenuto
Redazione
17 anni fa

Una serie di documenti resi pubblici oggi dall'Alta Corte di Londra indicano che gli Stati Uniti cercarono di subordinare al suo silenzio il rilascio di un ex detenuto nella base militare di Guantanamo, a Cuba. L'uomo, Binyam Mohammed, un etiope di 30 anni un tempo residente in Gran Bretagna e ora in attesa di sapere se potrà restare nel Regno Unito, è stato poi rilasciato il 23 febbraio scorso dopo avere rifiutato qualsiasi accordo con le autorità statunitensi. In base ai documenti resi noti dall'Alta corte, presso cui Mohammed ha aperto un procedimento per evitare di essere espulso, quando era ancora a Guantanamo gli fu offerta la libertà in cambio di una sua dichiarazione in cui avrebbe dovuto ammettere la sua colpevolezza e negare di avere mai subito torture. Rientrato a Londra dopo il suo rilascio da Guantanamo per le pressioni del governo britannico, l'uomo ha denunciato invece di avere subito abusi di ogni genere non solo a Guantanamo ma anche in una base americana in Afghanistan dove era rimasto rinchiuso subito dopo la sua cattura. Mohammed ha chiamato in causa per complicità anche i servizi segreti britannici dell'MI5. Accusato di voler far scoppiare una bomba sporca negli USA, era stato arrestato in Pakistan nel 2002 e consegnato agli americani. Clive Stafford Smith, uno dei suoi legali, ha detto oggi che le pressioni di cui è stato oggetto da parte delle autorità USA "non fanno che dimostrare che l'Amministrazione Bush in questa vicenda aveva molto da nascondere". ATS

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