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Estero
Guantanamo: ministri esteri Ue divisi, cercano linea comune
Redazione
18 anni fa

I ministri degli esteri della Ue, riuniti oggi a Bruxelles, cercano una via comune per regolare l'accoglienza eventuale di un gruppo di ex prigionieri del carcere di Guantanamo, che gli Stati Uniti di Barack Obama hanno annunciato di volere chiudere entro un anno. Tutti i paesi europei - compresa la Svizzera - hanno accolto con soddisfazione la decisione Usa di chiudere quello che è diventato nel mondo il simbolo della deriva della lotta americana contro il terrorismo, ma sulla collaborazione da assicurare agli Usa esistono opinioni diverse tra i 27. Per facilitare una presa di posizione comune, la Francia ha annunciato per oggi la presentazione di un piano in cinque punti, che afferma il principio della collaborazione, ma lascia a ciascun stato membro la possibilità di concretizzarla sulla base di valutazione 'caso per caso' di ciascun prigioniero, l'accoglienza degli ex detenuti comporta infatti problemi giuridici molto rilevanti. Sono almeno 60 gli ex prigionieri, dei 245 in totale, per i quali gli Usa potrebbero chiedere aiuto ai paesi europei. "L'Italia è pronta a collaborare", ha assicurato il ministro degli esteri Franco Frattini. Stessa disponibilità ha confermato il Portogallo il cui ministro Luis Amado è stato il primo a chiedere ai colleghi un orientamento comune. "Spetta agli Usa decidere le modalità di chiusura, ma noi dobbiamo valutare come possiamo aiutare per accogliere prigionieri innocenti che rischierebbero la morte o la tortura, se rispediti nei loro paesi", ha detto il capo della diplomazia del Lussemburgo Jean Asselborm, precisando che le valutazioni "andranno fatte caso per caso". Diverso l'avviso della GranBretagna. "Il Regno Unito ritiene di avere già fatto la sua parte", ha detto il ministro David Miliband, ricordando che la Gran Bretagna ha già accolto nove ex detenuti. Sulle responsabilità degli Usa ha insistito il ministro svedese Carl Bildt: "Ci aspettiamo più informazioni dagli Usa sulle modalità con le quali intendono agire. La chiusura di Guantanamo è responsabilità Usa non della Ue", ha detto. Anche l'Alto rappresentante della politica estera e di sicurezza della Ue Javier Solana ha messo in evidenza la responsabilità degli Usa, ma ha rilevato che se "la Ue può contribuire a facilitare la chiusura, la Ue proverà a dare una mano". Olanda, Austria, Danimarca e Polonia hanno espresso nei giorni scorsi una posizione di chiusura, dicendosi non disponibili. ATS

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